Milan ai playoff: la doppia sfida con lo Slovan Liberec

Il turno preliminare che proiettò il Milan di Ancelotti nella trionfale Champions League del 2002/03.

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Milan Slovan Liberec playoff ChampionsProprio come nel 2006/07, anche il nel 2002/03 il Milan iniziò il suo trionfale cammino in Champions partendo dai preliminari. Nell’occasione, l’avversaria di turno era la compagine slovena dello Slovan Liberec, formazione di qualità molto inferiore al Milan, tuttavia combattiva e insidiosa. Ripercorriamo brevemente in questo articolo le due sfide di quell’ennesimo preliminare fortunato per i colori rossoneri.

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L’andata. Nonostante sulla carta la formazione di Ancelotti fosse strafavorita nel confronto contro gli avversari balcanici, sul campo la partita regalò più di qualche brivido ai tifosi rossoneri accorsi a San Siro. Nel primo tempo, dopo un inizio incoraggiante, il Milan concesse tanto, troppo spazio allo Slovan, che andò vicino al vantaggio colpendo un clamoroso palo con Nezmar. Il pericolo non servì a risvegliare il Milan, che pochi minuti dopo concesse un’altro clamoroso contropiede alla squadra slovena. Anche stavolta graziata, la squadra di Ancelotti iniziò a macinare gioco e nella ripresa, complice la girandola dei cambi e l’ingresso decisivo di Seedorf, finì per trovare il vantaggio al 68′: cross dalla sinistra dell’olandese ex Inter, uscita a vuoto del portiere e palla che finisce tra i piedi di Inzaghi che, con uno dei suoi guizzi, regala al Milan un preziosissimo 1-0.

Il ritorno. La gara di Liberec sembrava destinata a regalare minor sofferenza ai cuori rossoneri, dopo che già al 20′ il solito Inzaghi trovò la rete del vantaggio: straordinaria combinazione Tomasson-Rui Costa, assist dell’asso portoghese per la punta azzurra che, tutta sola, punisce la difesa avversaria. Allo Slovan a questo punto sarebbero serviti tre gol per qualificarsi: gli sloveni erano chiamati a un’impresa. Il secondo tempo del Milan, però, sembrò aiutare gli avversari nella rializzazione di quest’impresa leggendaria. Dopo pochi minuti i padroni di casa trovarono il pari con Slepicka, che sfruttò egregiamente un clamoroso buco di Kaladze e Maldini. Iniziò una nuova gara d’intensa sofferenza per la squadra di Ancelotti, cihe rischiarono di capitolare su una punizione di Papousek al 22′. Il gol del 2-1, per fortuna del Milan, arrivò solo due minuti dal novantesimo, con il ceco Langer che, dimenticato dalla difesa rossonera, superò di testa l’incolpevole Dida. I tre minuti di recupero furono un assedio sterile per gli uomini di Csaplar e Skropil. Perse il Milan, ma si qualificò grazie alla rete segnata in trasferta. Nove mesi dopo ci sarebbe stato il trionfo nella finale di Champions: un epilogo impossibile da prevedere in quel caldo agosto del 2002.