Milano AutoClassica: il mercato

Milano AutoClassica non è stata soltanto una esposizione di fantastiche vetture, ma una importante borsa commerciale per valutare la salute del mercato delle storiche.

L’uscita dalla crisi è ancora lontana anche se si cominciano a vedere positivi segnali di ripresa. Ciò che è emerso chiaramente visitando l’ampio settore commerciale di Milano AutoClassica, parlando con operatori e potenziali acquirenti è la paura. Non c’è altro termine per definirla. Paura in primo luogo di finire nel mirino del fisco e poi di esporre troppo le proprie possibilità finanziarie in tempi dove molte, troppe famiglie stentato ad arrivare o non arrivano proprio a fine mese. Si ha un bel dire, ma anche chi ha una “fedina” immacolata con il fisco, teme possibili controlli – “Loro (i finanzieri) trovano sempre qualche cosa che non va” – è il ritornello che ci siamo sentiti ripetere. Risultato erano pochissime le vetture in vendita con il prezzo esposto in bella vista. La trattativa privata, da sempre d’obbligo per gli esemplari più rari e pregiati, è diventata una consuetudine per tutto ciò che supera il prezzo di un’auto nuova di media cilindrata.

Non è quindi facile dare precise indicazioni sulle valutazioni. Cominciamo quindi nel dividere il mercato in tre fasce. La prima la chiameremo Olimpo dove si collocano le vetture battute all’asta. Qui le più quotate in assoluto restano le Ferrari. Per conoscere le quotazioni seguite la nostra sezione Mercato dove trovate il resoconto delle principali aste internazionali.

La seconda la definiamo Papabile, ovvero quelle vetture che hanno un prezzo abbordabile per chi può acquistare senza grossi patemi d’animo un’auto nuova della Classe C. È la fascia più interessante e in maggior fermento. Le più richieste sono le Porsche, dove le 356 arrivano a cifre da capogiro, una Pre A restaurata e certificata ASI veniva offerta a 200.000 euro, un’altra in ottimo stato, ma non ancora certificata, a 160.000 euro. Più abbordabili le 911 anche se con quotazioni nettamente in salita, un Carrera 2 Cabriolet 1992 in condizioni come nuove era offerta a 100.000 euro tondi, tondi. Vanno fortissimo anche le Dino Fiat, ce ne erano diverse in vendita. Se per le Ferrari si parla di 350-400.000 euro per le Fiat è difficile scendere sotto i 120-130.000 euro. In grande ascesa le Alfa Romeo che superano in richiesta e valore le Maserati. Soprattutto i modelli degli anni 50 e 60 firmati da celebri carrozzieri come Touring o Zagato e prodotti in un ridotto numero di esemplari, spuntano quotazioni solo qualche anno fa impensabili. Per una 1900 SS Touring la richiesta era di 300.000 euro. In sofferenza invece il mercato delle inglesi che, fatta eccezione per le Aston Martin, non sono particolarmente richieste. C’erano Jaguar Type E in eccellenti condizioni a poco più di 100.000 euro.

La terza fascia è quella rappresentata da vetture con quotazioni che si situano tra i 20 e gli 80.000 euro. Anche qui le Alfa Romeo dettano legge con prezzi nettamente in salita. Le GT Junior che fino a qualche tempo fa si trovavano a 6-7000 euro, ora sono proposte a non meno di 18-20.000. Se poi parliamo di una Giulietta omologata Mille Miglia non bastano 70.000 euro. Sempre ricercate le Lancia, con le B 20 che si situano tra i 50 e i 100.000 euro. Incredibili le richieste per le Fiat 600 Multipla, offerte, le “normali”, a 30-35.000 euro e quelle, in serie limitata firmate dai grandi carrozzieri, dai 70.000 euro in su. Buone le quotazioni delle spider inglesi, dove svettano le MG. Anche qui conta la rarità. Una PB non vale meno di 40.000 euro.

Un discorso a parte meritano le anteguerra e le Epoca dove occorrono innanzitutto solide basi di cultura automobilistica per avvicinarsi come compratori. A Milano AutoClassica abbiamo visto in vendita alcuni pezzi notevoli (rigorosamente trattativa privata) che meritavano in ogni caso di essere immortalati nella nostra galleria fotografica.

Clicca sulle foto per ingrandirle ed entrare nella galleria fotografica

ultimo aggiornamento: 23-03-2015

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