Milano AutoClassica: le Bellissime

Come è tradizione i visitatori di Milano AutoClassica sono accolti all’ingresso da tre vetture “gioiello” ambasciatrici della mostra.

Le vetture che hanno accolto i visitatori di Milano AutoClassica meritano una presentazione particolare e una galleria fotografica ad hoc. Qui di seguito vi raccontiamo la loro affascinante storia.

Ferrari 500 TR. TR sta per Testa Rossa, una delle più celebri vetture da competizione del Cavallino. Splendida barchetta che porta la firma di Vittorio Jano. Realizzata nel 1956 per sostituire la 500 Mondial, mantenne lo stesso frazionamento a quattro cilindri e la cilindrata di 1984,85 cm3. Fu la prima vettura da corsa Ferrari ad avere un nome. Mentre 500 indicava, come sempre, la cilindrata unitaria (469,21 cm3), la sigla TR significava Testa Rossa, dal colore con cui erano state verniciate le teste del motore. L’esemplare in mostra fu impiegato da diversi team privati che la utilizzarono nel campionato del mondo riservato alle vetture sport. Ora è di proprietà di un socio del Club Italia, il più esclusivo sodalizio di auto storiche da corsa, rigorosamente italiane, esistente al mondo. È stata proclamata – anche noi facevamo parte della giuria e l’abbiamo votata – Best of Show.

Maserati A6 GCS/53. La sigla stava per Alfieri (Alfieri Maserati), 6 (il numero dei cilindri), G (ghisa, il materiale utilizzato per il basamento), C (corsa) e S (sport). Fu costruita dal 1953 al 1955 in 54 esemplari. Tra le sue particolarità spicca il doppio albero a camme in testa con il monoblocco in lega. Entrambi derivati dalla monoposto di Formula 2 A6 GCM. Fu il primo 2 litri del Tridente con architettura a corsa breve. Agile vettura biposto, disponeva di una potenza di 170 CV ed era in grado di raggiungere i 235 km/h.

Ferrari 340 MM Spider Scaglietti. Realizzata nel 1953 per prendere parte al neonato campionato mondiale per vetture Sport, la 340 MM fu vestita dai più grandi carrozzieri. L’esemplare in mostra era uno dei due carrozzati inizialmente dalla Touring. In seguito a un incidente fu rivestito a nuovo da Scaglietti. Il motore V12 porta invece la firma di Aurelio Lampredi ed era in grado di sviluppare una potenza massima di ben 280 CV. Le super potenti 340 MM non erano vetture facili da gestire, solo piloti di grande esperienza e capacità come Giannino Marzotto, Gigi Villoresi e Alberto Ascari riuscivano a sfruttarle trionfando nelle pricipali competizioni. L’esemplare ha partecipato alla Mille Miglia del 1953 e ha vinto, nello stesso anno, l’International Trophy a Silverstone condotto dal campione del mondo Mike Hawthorn.

Clicca sulle foto per ingrandirle ed entrare nella galleria fotografica

ultimo aggiornamento: 22-03-2015

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