Milano AutoClassica: l’Italia che mi piace

A Milano AutoClassica un tuffo nel passato per trovare fiducia nel futuro. Massiccia la presenza di giovani e giovanissimi, positivo segno di speranza per il settore.

Per tre giorni girando per i padiglioni di Milano AutoClassica ho visto l’Italia che mi piace. Erano in tanti i ragazzi e le ragazze. Non erano lì per contestare solo per il piacere di contestare e imbrattare i muri, ma si aggiravano felici e ammirati tra le Bellissime di ieri e oggi. Affascinati tanto dalle hypercar quanto dalle favolose vetture da corsa del dopoguerra. Ammirati dai capolavori che soprattutto la nostra industria ha saputo partorire in anni, non dimentichiamolo, tutto meno che facili.

Gli orrori della guerra erano ancora vivi nel cuore di tutti. Il Paese, in particolarmodo al Nord, era ancora ridotto a un cumulo di macerie. La rete dei trasporti pubblici era tutta da ricostruire e la bicicletta era tornata ad essere il mezzo principe. Eppure in miglia di aziende sparse per l’Italia si tornava a inventare, lavorare e produrre. Nacquero le prime Ferrari dalle favolose carrozzerie, modellate a ingiurie e colpi di martello dai maestri battilastra di Maranello. Geniali tecnici idearono motori capaci di sviluppare incredibili potenze e piloti, spesso reduci dalla guerra, ebbero il fegato di spingerli al limite, riportando in alto nelle pricipali competizioni internazionali il Tricolore, schiacciato sui campi di battaglia. Fu merito anche di questi uomini se il nostro Paese riuscì a rimettersi in cammino e a riconquistare rispetto e dignità a livello mondiale.

Fu in quegli anni che imprenditori coraggiosi e lungimiranti gettarono le basi per quello che passò alla storia come boom economico, rendendo il made in Italy unico e inconfondibile in ogni settore produttivo e in particolare nell’automobile. Si rinnovò, a volte con altri protagonisti ma con lo stesso spirito, il successo planetario degli anni ruggenti prima dello scoppio del secondo conflitto mondiale quando lusso, stile ed eleganza erano altrettanti sinonimi delle nostre vetture, scelte dal bel mondo, magnati e teste coronate. A Milano AutoClassica erano in mostra alcuni eloquenti esempi che lasciano ancora oggi sbalorditi per la raffinatezza e ricercatezza estreme in ogni dettaglio.

Viviamo in tempi difficili, dove la crisi pare aver tarpato le ali alla nostra gioventù che, complice anche la martellante campagna dei media, si sente spersa e insicura nei confronti del proprio futuro. Eppure proprio riscoprendo la nostra storia e i valori del passato credo che i ragazzi possano trovare validi insegnamenti per tornare ad avere fiducia nel domani. Soprattutto tornare a sognare, del resto la stragrande maggioranza degli Eroi del nostro mondo, altro non erano che degl’inguaribili sognatori. Manifestazioni come quella di Milano AutoClassica aiutano ad esserlo.

Iscriviti alla Newsletter:

Acconsento all’invio di newsletter di Delta Pictures

ultimo aggiornamento: 22-03-2015

Enzo Caniatti

X