Milano, bambino di due anni morto in casa: presenta segni di violenza

Milano, bambino di due anni morto in casa: fermato il padre

Milano, bambino di due anni morto in casa con evidenti segni di violenza sul corpo. Gli inquirenti hanno fermato il padre del piccolo.

Tragedia a Milano, bambino di due anni morto nella sua casa in via Ricciarelli. Il piccolo è stato trovato senza vita all’interno della sua abitazione e, stando a quanto emerso fino a questo momento, mostrerebbe evidenti segni di violenza sul suo corpo.

Milano, bambino di due anni morto in casa

La tragedia si è consumata in zona San Siro, in un appartamento di via Ricciarelli. A dare l’allarme è stato il padre del piccolo, che ha chiamato il 112 intorno alle sei di mattina.

Al momento del loro arrivo nell’abitazione, gli uomini della Polizia hanno trovato però solo la madre del bambino, una donna di origini croate di soli 23 anni.

Inutile l’intervento dei paramedici e della polizia scientifica

I soccorritori intervenuti sul posto non hanno potuto fare altro che constatare il decesso del bambino, che aveva problemi respiratori

Sul luogo sono intervenuti anche gli uomini della polizia scientifica per procedere con l’analisi della scena.

Stando a quanto appreso e riportato da il Corriere della Sera, sembra che il piccolo avesse i piedi legati. Sulla testa sarebbe stata inoltre presente una ferita vistosa.

Polizia Scientifica
fonte foto https://www.facebook.com/poliziadistato.it/

Bambino di due anni morto a Milano, fermato il padre del piccolo

Gli inquirenti hanno concentrato i loro sforzi nella ricerca del padre del piccolo, un giovane di venticinque anni che ha fatto perdere le proprie tracce dopo la telefonata alle forze dell’ordine.

Gli inquirenti sono riusciti a rintracciare e a fermare il padre del piccolo, localizzato grazie al cellulare. L’uomo è stato trovato poco distante dalla sua abitazione. Al momento è il sospettato principale per la morte del bambino di due anni.

Gli inquirenti hanno provveduto ad ascoltare la madre del bambino per ricostruire quanto accaduto. Alla luce della delicatezza della vicenda gli inquirenti hanno preferito in un primo momento non concedere informazioni alla stampa.

ultimo aggiornamento: 22-05-2019

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