Milano, ragazzo omosessuale discriminato dal professore

San Donato Milanese (Milano): insulti a ragazzo omosessuale, nel mirino anche uno dei docenti del giovane.

MILANO –  Guadagna le luce della ribalta l’Istituto informatico Enrico Mattei di San Donato Milanese, in provincia di Milano. Purtroppo lo fa per episodi di bullismo e discriminazione che vedono coinvolto anche il corpo docenti.

San Donato Milanese: ragazzo omosessuale discriminato, anche il professore nel mirino

Tutto è iniziato dopo che uno degli alunni ha avuto il coraggio di dichiarare pubblicamente la propria omosessualità. La bella notizia viene dal fatto che molti dei suoi compagni lo hanno tutelato e fatto sentire parte integrante del gruppo, senza discriminarlo. Come è normale che sia in un paese civile che sa cosa significa dover lottare per i diritti più basilari. Ovviamente c’è anche la brutta notizia. La mamma degli stolti è sempre incinta e non sono mancati i ragazzi che, saputa la storia, hanno deciso di bullizzare il loro compagno perché omosessuale.

Secondo alcune testimonianze, i carnefici sarebbero in qualche modo stati legittimati anche da un professore, il quale in diverse occasioni avrebbe pubblicamente criticato gli orientamenti sessuali del ragazzo usando anche parole dure ed esaltando le dichiarazioni (forti) del ministro della Famiglia Lorenzo Fontana.

LORENZO FONTANA

La preside dell’istituto: situazione seguita con il massimo impegno

La mamma del giovane si è rivolta alla preside dell’Istituto che, con una lettera all’Ansa, ha respinto ogni accusa affermando che l’intera classe è stata seguita e supportata con interventi psicologici e ogni comportamento discriminatorio sarebbe stato punito con provvedimenti disciplinari che hanno riguardato anche gli insegnanti.

Ad oggi i fatti di cronaca parlano di un ritorno almeno della simbologia di estrema destra. Tante, tantissime le scritte comparse ultimamente contro le minoranze etniche e contro gli omosessuali. La cosa preoccupante è che spesso a queste scritte si accompagnano quelle che inneggiano a Salvini il quale, non volendo, rischia di diventare il simbolo della discriminazione e della violenza estremista.