Il Ministero dell’Istruzione è stato condannato al risarcimento danni per il caso dell’insegnante morta a causa di un tumore causato dall’esposizione all’amianto.

È una sentenza storica quella del Tribunale di Bologna che ha condannato il Ministero dell’Istruzione (MIUR) per la morte di un’insegnante deceduta di mesotelioma, un tumore legato all’esposizione all’amianto, che si trovava proprio nella scuola nella quale la Signora Olga Mariasofia D’Emilio lavorava.

Bonus 2022: tutte le agevolazioni, chi può richiederle e come si possono ottenere

Amianto a scuola, insegnante morta nel 2017 dopo 15 anni di malattia: il Ministero condannato a risarcire i danni

Il caso della signora D’Emilio è destinato a fare storia e accademia. L’insegnante è morta nel 2017 dopo 15 lunghi anni di malattia e agonia. È morta di mesotelioma, un tumore legato all’esposizione all’amianto. E come detto, l’amianto si trovava proprio nella scuola nella quale lavorava.

La diagnosi risale al 2002. La donna ha ottenuto la malattia professionale dall’Inail e ha poi deciso di muoversi per vie legali per ottenere il risarcimento dei danni. Un battaglia poi portata avanti dai figli della donna, scomparsa nel 2017.

La presenza dell’amianto nelle scuole non fa purtroppo notizia. A fare notizia è il fatto che si tratta della prima condanna al Ministero per la presenza dell’amianto nelle scuole. Il Ministero è stato condannato al pagamento di 930.258 euro come risarcimento danni.

Scuola - Liceo
Scuola

I numeri dell’Osservatorio nazionale amianto

L’Osservatorio nazionale amianto lancia l’allarme su quella che è una vera e propria emergenza. Solo a Bologna ci sono, ancora nel 2021, diverse situazioni gravi. E secondo le stime, in tutta l’Emilia-Romagna ci sono almeno 291 scuole con presenza di amianto o con minerali che contengono amianto. Ma si teme che gli istituti interessati da questa emergenza possano essere addirittura quattrocento.

Riproduzione riservata © 2022 - NM

ultimo aggiornamento: 21-12-2021


Morte Libero De Rienzo, rinviato a giudizio il pusher

Donna partorisce in macchina grazie al pilota automatico della Tesla