Il sangue di San Gennaro si è sciolto dopo una giornata di preghiera. Nel pomeriggio di sabato era rimasto solido

NAPOLI – Il sangue di San Gennaro si è sciolto dopo una giornata di preghiera. Dopo il precedente dello scorso dicembre, anche sabato 1° maggio le reliquie erano rimaste solide. Ma il giorno successivo il miracolo si è rinnovato.

L’annuncio è stato dato dall’arcivescovo don Mimmo Battaglia durante l’omelia. Una celebrazione che si è svolta nel rispetto delle norme anti-Covid e con poca gente nella basilica di Santa Chiara. Solitamente questo è un appuntamento che vede la presenza di migliaia di persone, ma per la terza volta consecutiva non tutti i fedeli sono riusciti a prendere parte alla messa. E la speranza da parte di tutti è di rivedere il miracolo il prossimo dicembre, mese che potrebbe coincidere con la ripartenza.

“Denunciare la camorra”

Nell’omelia del sabato l’arcivescovo di Napoli ha chiesto a tutti i cittadini di “denunciare ciò che inquina il tessuto sociale, che allontana il popolo dal sogno di Dio di pace e giustizia e comunione. Il nostro martire ha mostrato che un credente non arretra di un millimetro dinanzi al bene. Per esso è disposto a dare vita. E noi come comunità saremo capaci di fare altrettanto denunciando il malaffare, cultura camorristica, la corruzione imperante?“.

Dal sangue di San Gennaro – ha aggiunto don Mimmo Battaglia, riportato da La Repubblicaarriva un messaggio di annunciare, denunciare e rinunciare […]“.

Chiesa
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Il sangue – ha detto ancora l’arcivescovo – ci racconta di tutte le persone che sono morte per difendere i figli da logica camorristica, per assicurare il futuro ai figli disabili, per chi è stato colpito dalle mani di chi avevano amato. Ci introduce nelle periferie dell’esistenza, ai piedi di Concetta e dei tanti anziani invisibili lasciati soli da tutti . Ci narra di Salvatore e Tina e di tutti i ragazzi di Napoli a cui un sistema economico, un sistema di economico, un sistema di vita egoistico e il cancro della camorra stanno rubando il futuro. Delle tante famiglie della Whirpool e dei tanti disoccupati che non chiedono lavoro per dignità […]“.


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