Intervista molto sentita da parte di Luka Modric, centrocampista croato del Milan, tra calcio e vita privata con focus al nonno defunto.
Luka Modric è diventato nel corso degli anni uno dei calciatori più importanti del mondo riuscendo persino a vincere il Pallone d’Oro. Adesso, il centrocampista sta giocando, decisamente bene, con la maglia del Milan. In una intervista al Corriere della Sera, però, il giocatore non si è soffermato solo sul mondo del pallone ma ha dato una visione di sé molto speciale ricordando anche il compianto nonno.

Modric, il rapporto con il nonno defunto
Modric ha svelato di essere molto legato al nonno e al Corriere ha aggiunto: “Porto il suo nome con orgoglio. Da piccolo non sono andato all’asilo, piangevo sempre, così mi hanno portato nella sua ‘casa alta‘, ai piedi del monte Velebit, in Dalmazia. Era la casa dei cantonieri: il nonno aveva la manutenzione della strada. Distava una mezz’ora a piedi dalla ‘casa bassa’ dove abitavano i miei genitori”, ha detto il centrocampista croato ex Real Madrid.
Il sogno del centrocampista croato
Il legame con il nonno è cresciuto negli anni fino ad una drammatica giornate. Una sera del 1991, quando Luka aveva solo sei anni, il nonno viene ucciso. “Gli avevano sparato in un prato ai margini della strada. Aveva sessantasei anni. Non aveva fatto nulla di male a nessuno. Perché lo uccisero? Perché c’era la guerra. Mio padre partì volontario. Noi dovemmo lasciare tutto, da un giorno all’altro. Amici, affetti, cose”.
Da questo racconto, il centrocampista ha quindi svelato il suo sogno molto personale: adesso quella ‘casa alta’ è in vendita e potrebbe diventare un museo. Modric, però, ha svelato: “La vorrei comprare. Per il nonno e anche per me. Quel rudere è un pezzo della mia vita“. Staremo a vedere se ce la farà.