Mondo di Mezzo, stangata milionaria a Carminati e Buzzi

Roma – Confisca dei beni a a Massimo Carminati, Buzzi e una serie di imprenditori facenti parte del ‘sistema malavitoso’ capitolino.

ROMA – Proseguono le indagini legate al Mondo di Mezzo, l’inchiesta che ha portato nel mirino degli inquirenti la rete di affari illegali di Massimo Carminati, ritenuto il capo del sistema rinominato Mafia Capitale, e Salvatore Buzzi.

Il Tribunale di Roma ha disposto la confisca di beni per un valore complessivo di oltre dieci milioni di euro. Tra gli oggetti sottoposti a confisca compaiono, oltre conti correnti, immobili e quote societarie, anche automobili, terreni, depositi, magazzini e opere d’arte.

Guardia di Finanza

Confisca dei beni a Massimo Carminati, Buzzi e altri imprenditori

Il provvedimento è scattato, oltre che per Carminati e Buzzi, anche per Guglielmo Muntoni, braccio destro di Massimo Carminati, e gli imprenditori Cristiano Guarnera, Agostino Gaglianone, Giuseppe Ietto, Roberto Lacopo, Fabio Gaudenzi e Giovanni De Carlo.

Stando a quanto riferito dal Tribunale di Roma che sta seguendo la vicenda, Buzzi e Carminati sono da considerarsi soggetti socialmente pericolosi e la loro pericolosità “ancora oggi ha i caratteri dell’attualità“.

Mafia Capitale: ad aprile la scarcerazione di Riccardo Brugia, braccio armato di Carminati

Solo due mesi il Tribunale aveva disposto la scarcerazione di Riccardo Brugia, uno degli uomini più vicini a Massimo Carminati, inizialmente condannato a undici anni di reclusione con l’accusa di associazione a delinquere. Brugia, noto nell’ambiente capitolino come er Boro, ha ottenuto il trasferimento ai domiciliari nonostante i vecchi crimini che pendono sulla sua fedina penale e che riguardano sostanzialmente atti di violenza. Nel mondo di Mafia Capitale, era lui a coordinare le attività del recupero crediti e dell’estorsione.

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ultimo aggiornamento: 18-05-2018

Nicolò Olia

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