La Morgan 4/4 del collezionista Umberto Dossena è stata riportata all’antico splendore da maestri del restauro specializzati in Morgan.

La Morgan 4/4 con telaio 005 è stata completamente restaurata in Italia da due aziende specializzate di Milano, la Carrozzeria Marelli (il cui impareggiabile e compianto titolare Luigi è scomparso nel 2011, alcuni anni dopo aver portato a termine la ricostruzione della vettura) e la Borghi Automobili (concessionaria Morgan per l’Italia), quest’ultima per il motore e la meccanica.

«Sono certo della autenticità della mia 4/4 – aggiunge Umberto Dossena – dal momento che tutti i lavori sono stati seguiti da un ispettore della stessa Morgan che è venuto periodicamente in Italia per fornire tutte le delucidazioni sulle caratteristiche della vettura e le informazioni utili per reperire i ricambi (quando esistevano ancora) con il preciso scopo di porre la 4/4 telaio 005 nelle condizioni d’origine.

La Carrozzeria Marelli ha provveduto innanzitutto a realizzare l’ossatura in legno (poggiante sul telaio a longheroni metallici) e a ricostruire tutti i pannelli metallici nonché le portiere e il cofano del vano motore, con la sola esclusione dei parafanghi, rimasti quelli originari. I fratelli Borghi hanno invece ricostruito tutte le parti del motore come pistoni, bielle, valvole e bronzine dell’albero motore, quest’ultimo dotato di tre supporti di banco. Inoltre sono stati rimessi a nuovo frizione, cambio, ponte posteriore, sospensioni, sterzo e freni ricorrendo a ricambi provenienti dalla Gran Bretagna o costruendo direttamente in Italia i pezzi non più reperibili».

Bisogna tenere presente che la Morgan non ha mai prodotto motori a eccezione nel 1948 di un quattro cilindri di 1.300 cc con valvole di aspirazione e scarico in testa e coperchio delle punterie in alluminio con la scritta Morgan in rilievo. La 4/4 del 1936 di Umberto Dossena è invece dotata di un quattro cilindri Coventry Climax di 1122 cc con potenza di 34 CV a 4.500 giri e coppia massima di 4,7 kgm a 2.500 giri. Basamento dei cilindri e testata sono in ghisa, le valvole di aspirazione sono in testa mentre quelle di scarico sono laterali, con albero a camme pure laterale. Il raffreddamento ad acqua funziona con circolazione a termosifone, mentre la lubrificazione forzata si avvale di una pompa meccanica con coppa dell’olio alettata fusa in alluminio. La trazione è posteriore con ponte Meadow e cambio, pure della stessa marca, a quattro marce. Lo sterzo impiega una scatola guida a vite senza fine e volante Ashby con razze elastiche. I quattro freni a tamburo hanno un diametro di 203 mm e sistema di comando Girling a cavo. Il passo è di 2,34 m, le carreggiate 1,14 m, la lunghezza 3,45 m, la larghezza 1,40 e l’altezza 1,33 con capote sollevata.

Il proprietario è disposto a venderla a 220.000 sterline pari a 260.000 euro.

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Foto Giuseppe Biselli

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Nell’elegante livrea nera, ricca di cromature, la Morgan 4/4 ha un fascino d’altri tempi.
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Il tappo del serbatoio benzina ha lo stemma Morgan.
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La raffinata plancia con ossatura in legno.
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Il radiatore è da 9 litri. Lo stemma alato spicca sulla cromata maschera a nido d’ape.
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Il carburatore è un Solex 30 hbfg.
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Particolare del motore Coventry Climax di 1122 cc da 34 CV, con valvole di aspirazione in testa e di scarico laterali. Pompa benzina elettrica.
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la Morgan 4/4 del 1936 è lunga 3,45 metri, larga 1,40 e alta 1,33 con la capote sollevata.


Morgan 4/4: il primo esemplare (prima parte)

Fratelli Tramontana: maestri del restauro