Morte George Floyd, Usa a ferro e fuoco. Trump: "Userò l'esercito"

Morte George Floyd, ‘muro’ intorno alla Casa Bianca dopo le proteste (FOTO)

Proseguono gli scontri dopo la morte di George Floyd. Costruito ‘muro’ intorno alla Casa Bianca.

Stati Uniti a ferro e fuoco per la morte di George Floyd. A Chicago due persone hanno perso la vita nell’ennesima giornata di scontri.Il Presidente degli Usa Donald Trump, di fronte ai primi saccheggi nelle città statunitensi, aveva invitato i governatori ad arrestare i manifestanti e si era detto pronto a schierare l’esercito. Il Presidente è stato però abbandonato dai generali, che hanno evidenziato come non ci siano le condizioni per schierare i militari.

Intanto hanno fatto il giro del mondo le immagini del muro protettivo eretto intorno alla Casa Bianca dopo le manifestazioni di inizio giugno.

Morte George Floyd, le manifestazioni

Si registrano due vittime a Davenport, dove tre agenti di pattuglia sarebbero caduti in un agguato e aggrediti a colpi di arma da fuoco. I poliziotti hanno risposto al fuoco. Questa la ricostruzione del capo della polizia Paul Sikorski in conferenza stampa.

Non si placano le proteste neanche a Washington, dove il Presidente Trump vive ormai da giorni blindato nella Casa Bianca.

La situazione rischia di degenerare. A New York sono iniziati i saccheggi ai negozi e gesti di vandalismo che poco hanno a che fare con il motivo originario della protesta. A Buffalo un’auto sii è lanciata addirittura contro la folla di manifestanti rischiando di fare una strage.

Nella giornata del 4 giugno centinaia di persone hanno preso parte alle celebrazioni per George Floyd e hanno voluto dare l’ultimo saluto a un uomo destinato a rimanere nelle pagine della storia.

Donald Trump ‘blindato’, costruito un ‘muro’ intorno alla Casa Bianca

Donald Trump nei giorni scorsi aveva assicurato di essere intenzionato a risolvere la questione nel minor tempo possibile e che avrebbe fatto ricorso all’esercito per soffocare le manifestazioni.

Mobiliterò l’esercito degli Stati Uniti per fermare i disordini e l’illegalità“. Non usa mezzi termini Trump. “Il presidente ha il diritto di difendere il suo Paese e proteggere la sua Nazione. Non possiamo permettere che le proteste pacifiche vengano manipolate da anarchici di professione e gruppi antifa”.

Il Presidente Usa non ha risparmiato critiche anche ai governatori: “Siete degli idioti se non arrestate i manifestanti e non li lasciate in carcere per lunghi periodi di tempo”.

Il Presidente è stato però abbandonato dai suoi generali che hanno fatto sapere di non essere intenzionati a schierare i militari per le vie delle città.

Intanto sui social sono state diffuse le foto della ‘protezione‘ costruita intorno alla Casa Bianca dopo le manifestazioni di inizio giugno.

Pechino, “Il razzismo è una malattia cronica americana”

Attaccata da mesi per la storia del coronavirus, Pechino ha deciso di prendersi una piccola rivincita con un frecciatina indirizzata gli Stati Uniti su un tema delicato come quello del razzismo. “Il razzismo è una malattia cronica americana“, fanno sapere da Pechino soffiando sulla fiamma delle accuse.

Usa e Cina sono nel pieno di una guerra diplomatica e da Pechino hanno parlato anche dei rischi di una nuova Guerra Fredda. La morte di Floyd ha costretto Trump ad allentare la presa sullo scontro con la Cina legato al coronavirus e ha permesso così a Pechino di tirare il fiato dopo settimane di accuse e richieste di indagini.

ultimo aggiornamento: 05-06-2020

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