Morte Martina Rossi, imputati assolti in appello. Ribaltata sentenza I grado

Morte Martina Rossi, imputati assolti in appello

Morte Martina Rossi, assolti i due imputati, condannati in primo grado a sei anni.

FIRENZE – Morte Martina Rossi, imputati assolti in appello. I giudici della Corte d’Appello di Firenze avevano estinto il reato di “morte come conseguenza di altro reato”.

Luca Vanneschi e Alessandro Albertoni, accusati di tentata violenza di gruppo, sono stati assolti in appello, con la corte che ha ribaltato la prima sentenza.

La condanna di primo grado

In primo grado i due imputati sono stati condannato a sei anni. I giudici di Arezzo hanno riconosciuto la morte come conseguenza di altro reato e tentata violenza di gruppo. Secondo il Tribunale, quindi, Martina non si è suicidata (come sostenuto dalla difesa dell’accusa) ma è caduta dal balcone nel tentativo di sfuggire agli abusi.

La Corte di Appello di Firenze, però, ha fatto cadere il primo reato perché prescritto. La conseguenza? Una condanna più lieve per i due 27enne accusati della morte di Martina.

Assoluzione in appello

I due giovani sono stati assolti in appello. Cadono quindi le accuse a loro carico. Secondo la sentenza di primo grado, la giovane era morta nel tentativo di fuggire a una violenza. La Corte di Appello di Firenze ha ribaltato la sentenza.

La morte di Martina Rossi

La morte di di Martina Rossi risale al 3 agosto 2011. La ventenne studentessa di Genova si trovava a Palma di Maiorca in vacanza quando improvvisamente è precipitata dal balcone della stanza dell’hotel dove soggiornava.

I due fermati, forti anche della testimonianza di una cameriera, hanno sempre sostenuto la propria innocenza. Una versione mai considerata convincente dalla Procura. Secondo l’accusa non è stato suicidio. Martina stava cercando di scappare dalla violenza e per farlo ha tentato di raggiungere un altro terrazzo. Un salto nel vuoto che, purtroppo, è costato la vita alla ventenne genovese.

ultimo aggiornamento: 09-06-2020

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