Sono stati trovati senza vita i tre italiani dispersi nei giorni scorsi sul Monte Bianco. Nei prossimi giorni verranno effettuate le autopsie per capire le cause del decesso.

AOSTA – La speranza di trovare in vita i tre alpinisti italiani dispersi sul Monte Bianco è svanita nelle prime ore di venerdì 10 agosto. I corpi sono stati trovati in un crepaccio sul versante francese della montagna. La gendarmerie e i soccorritori sono al lavoro per cercare di recuperare le salme anche se le operazioni non sono semplici a causa di una caduta continua di materiale.

Al momento è stato portato a valle solamente Luca Lombardini. Il 31enne è stato recuperato grazie all’elisoccorso che è riuscito ad agganciare il corpo e a riportarlo in superficie. Nelle prossime ore dovrebbero essere completate tutte le operazioni di recupero. La salma del primo ragazzo è stata portata all’obitorio di Chamonix dove è stata riconosciuta dai parenti. Le altre due vittime sono la fidanzata di Luca, Elisa Berton, e il fratello Alessandro.

Alpinisti dispersi sul Monte Bianco, decisivo un dispositivo elettronico dei tre alpinisti

La ricerca e l’individuazione dei tre corpi non è stata facile. Le ricerche sono state coadiuvate dalla Gendarmerie di Chamonix ma al lavoro c’era anche la Guardia di Finanza del soccorso alpino che sperava di trovare in vita i tre ragazzi, tra cui il loro collega Alessandro Lombardini.

La svolta nelle indagini è arrivata grazie all’individuazione di un segnale GPS di un dispositivo elettronico che avevano i ragazzi. Questo ha permesso ai soccorritori di circoscrivere la zona e di conseguenza scovare in questo crepaccio i corpi senza vita degli alpinisti. Non è escluso che nei prossimi giorni verranno effettuate le autopsie sulle salme per individuare le cause che hanno portato al decesso.

fonte foto copertina https://twitter.com/MediasetTgcom24


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