Ucciso l’ex presidente del parlamento ucraino: chi era davvero
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Direttore: Alessandro Plateroti

Ucciso l’ex presidente del parlamento ucraino: chi era davvero

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Ex presidente della Verkhovna Rada e figura chiave di Euromaidan, Andrij Parubij è stato assassinato a Leopoli. Ecco chi era.

Un sicario travestito da rider, con casco e borsa di una multinazionale per le consegne, ha freddato l’ex presidente del parlameto, Andrij Parubij la mattina del 30 agosto 2025 a Leopoli, sparando almeno cinque colpi, forse otto secondo alcune testimonianze. L’assassino si è poi allontanato su una bicicletta elettrica, facendo perdere le sue tracce.

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Senato – newsmondo.it

Un omicidio dal sapore politico: cosa è successo a Leopoli

Come riportato da repubblica.it, Parubij era un politico noto, deputato di Solidarietà Europea, il partito dell’ex presidente Petro Poroshenko. La sua morte ha suscitato reazioni forti: Zelensky ha parlato di un “orribile crimine”, mentre Poroshenko lo ha definito “un attacco contro l’esercito, la lingua e la fede dell’Ucraina”.

Non si tratterebbe di un episodio isolato: l’omicidio segue quello di Demyan Ganul (marzo 2025) e di Andriy Portnov in Spagna, confermando un’escalation di attacchi mirati contro figure legate alla guerra e alla politica ucraina.

Dall’estrema destra a EuroMaidan: l’ascesa di Parubij

Andrij Parubij, nato nel 1971 nella regione di Leopoli, inizia la sua attività politica a 17 anni. Nel 1991 co-fonda il Partito Social-Nazionale d’Ucraina, formazione poi trasformata in Svoboda, con simboli e ideologia ispirati all’ultradestra. Fino al 2004 guida il gruppo paramilitare Patriota dell’Ucraina.

Nel 2004 prende le distanze dal radicalismo ed entra nella politica istituzionale. Nel 2014, in piena rivoluzione di EuroMaidan, diventa uno dei leader della protesta e fonda la “Autodifesa di Maidan”, gruppo che coordina manifestanti e sicurezza.

Dal 2014 è al centro delle istituzioni: segretario del Consiglio di sicurezza, vicepresidente del Parlamento e poi presidente della Verkhovna Rada dal 2016 al 2019. È stato promotore della legge che impone l’uso obbligatorio della lingua ucraina in ambito pubblico, e sostenitore dell’autocefalia della Chiesa ortodossa ucraina.

Parubij era sposato, aveva una figlia e viveva sotto minacce costanti: aveva già subito un attentato nel 2014, uscendo illeso dall’esplosione di una granata a Kiev.

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ultimo aggiornamento: 31 Agosto 2025 10:12

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