Morto Enzo Caniatti, il ricordo della più viva firma dell'automobilismo

Addio a Enzo Caniatti. Ci ha lasciati una delle anime del mondo dei motori

Se n’è andato Enzo Caniatti, portato via da un male incurabile nel giro di pochi mesi. Ma il suo ricordo rimarrà indelebile, come quello dei miti che lui amava raccontare.

La passione di Enzo Caniatti per i motori era contagiosa. Uno come me, un “convertito” a quel mondo da non molti anni, l’ha potuta apprezzare fino in fondo. Era speciale, Enzo, perché guardandoti da dietro agli occhiali sottili con un sorriso benevolo e a tratti sornione, riusciva a parlare di un’automobile così come si parla e si descrive un caro amico.

Alla fine, quando taceva, era come se quell’amico lo conoscessi anche tu da una vita. A lui bastavano davvero poche parole, poche pennellate sulla tela, e il gioco era fatto: non descriveva solo prestazioni, specifiche tecniche, storia ed evoluzione di un modello. Ne tratteggiava la personalità con una maestria semplice e raffinata.

L’entusiasmo di Enzo verso le corse, la velocità, i motori era caldo e palpabile. Travalicava il tempo: scriveva dei miti e degli eroi del passato con lo stesso genuino ardore con cui annunciava l’ultima novità delle più blasonate case. Enzo – si badi bene – non è mai stato sedotto dalla facili lusinghe della nostalgia per i tempi che furono. Tutt’altro: si è buttato in un settore caotico e frenetico, quello dell’editoria digitale, con la gioviale passione che lo ha sempre distinto.

È in questo modo che io e lui abbiamo potuto percorrere un tratto di strada insieme, affiancati, se così si può dire. La sua assoluta competenza nel settore e gli anni da direttore di Gente Motori e Tuttomoto lo hanno reso un gigante, sulle cui spalle io, nano, ho avuto la fortuna di ammirare un mondo affascinante e ricco. Siamo davvero nani sulle spalle dei giganti, come diceva Cartesio. Perlomeno io lo sono stato, sedendo accanto con Enzo ad ammirare le meraviglie del domani e quelle che hanno segnato la storia.

Erano radi i momenti in cui i ritmi frenetici ci hanno concesso una chiacchierata; eppure in questi anni mi ha insegnato più di quanto lui abbia potuto immaginare. Mi ha mostrato che cosa sia la dedizione per il proprio lavoro. Mi ha svelato l’essenza di cose che solo in apparenza sono senz’anima. Ha dimostrato che la passione, la dedizione e la preparazione sono valori inestimabili.

Mi ritengo davvero privilegiato nell’averlo potuto accompagnare in questa sua avventura. E credo di parlare anche a nome del mio editore, Delta Pictures, e dell’ad Nicola Burgay, affermando che il vuoto lasciato da Enzo è incolmabile. La notizia della sua scomparsa è piombata su di noi, lasciandoci attoniti, sgomenti e addolorati nel profondo. Un male incurabile lo ha portato via in pochi mesi. Pur con il cuore gonfio di tristezza per la perdita, vogliamo raccogliere il suo lascito e continuare sulla strada che abbiamo intrapreso insieme.

Compagni come lui non si scorderanno mai.

Buon viaggio, Enzo.

ultimo aggiornamento: 07-03-2017

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