Il compositore, Rodion Shchedrin, autore di opere celebri come Carmen Suite e Anna Karenina, è morto a 92 anni.
Rodion Shchedrin, uno dei compositori russi più innovativi e influenti del Novecento, si è spento a 92 anni il 29 agosto 2025, nella sua casa di Monaco di Baviera. La notizia della sua morte è stata diffusa dal Teatro Bolshoi di Mosca, che lo ha ricordato come “una tragedia immensa per il mondo della musica”. Figura centrale nel panorama musicale sovietico e post-sovietico, Shchedrin lascia un’eredità artistica vasta e profondamente legata alla cultura russa.
Autore di oltre 125 composizioni, ha saputo combinare la tradizione con la sperimentazione, creando un linguaggio musicale unico. Il suo contributo alla musica colta include balletti, opere liriche, sinfonie, concerti e musica da camera, opere che ancora oggi vengono eseguite nei teatri più prestigiosi del mondo.

Una carriera segnata dall’innovazione
Nato a Mosca il 16 dicembre 1932, Shchedrin studiò al Conservatorio di Mosca con maestri come Jurij Saporin. La sua carriera musicale prese forma tra il rispetto per la tradizione e l’adozione di stili moderni. Nelle sue prime opere dominavano elementi tonali e popolari, ma nel tempo il compositore si aprì a tecniche come la dodecafonia, l’alea e il serialismo, rimanendo sempre fedele a una voce personale.
Celebri i suoi balletti come Il cavallino gobbo (1955), Carmen Suite (1967, su temi di Bizet) e Anna Karenina (1972). Quest’ultima fu creata in collaborazione con sua moglie, la leggendaria ballerina Maya Plisetskaya, per la quale scrisse diverse opere fondamentali.
Il legame con Maya Plisetskaya e la musica russa
La relazione con Plisetskaya non fu solo sentimentale, ma anche artistica. Insieme formarono una delle coppie simbolo della cultura sovietica: lei danzava, lui componeva. Il loro sodalizio fu celebrato a livello internazionale e diede vita a lavori audaci come Carmen Suite, che rivoluzionò il concetto di balletto classico.
Shchedrin è stato anche presidente dell’Unione dei Compositori Sovietici, ma mai si allineò completamente all’estetica imposta dal regime. La sua musica, ispirata a folclore, spiritualità e letteratura russa, riflette l’identità profonda di un popolo e di un’epoca.
Oggi, con la sua morte, si chiude un capitolo fondamentale della musica del XX secolo, ma il suo spirito continuerà a vivere attraverso le sue opere, eseguite in tutto il mondo da direttori come Gergiev, Maazel e Rostropovich.