La Cassazione inchioda Massimo Bossetti per l’omicidio di Yara Gambirasio: “Il DNA dell’Ignoto 1 è quello dell’imputato”.

ROMA – “Il DNA sui vestiti di Yara Gambirasio è quello di Massimo Bossetti“, con questa motivazione la Cassazione ha confermato l’ergastolo al muratore bergamasco.

Le numerose e varie analisi biologiche – si legge nella sentenza riportata da Sky TG24 hanno messo in evidenza la piena coincidenza identificativa tra il profilo genetico di Ignoto 1, rinvenuto sulla mutandina della vittima e quelle dell’imputato. L’evidenza scientifica ha valore di prova piena“.

La Cassazione spiega che “il profilo genetico di Bossetti è stato confermato da ben 24 marcatori. Solitamente per avere la certezza solida dell’identificazione ne bastano 15“.

Proprio per questo motivo i giudici hanno deciso di confermare l’ergastolo al principale indagato per l’omicidio di Yara Gambirasio, nonostante i suoi vari tentativi di dichiararsi innocente.

Massimo Bossetti
Massimo Bossetti (fonte foto https://twitter.com/MediasetTgcom24)

Omicidio Yara Gambirisio, la Cassazione smentisce Bossetti: “Nessuna ipotesi complottista”

Nella sua difesa Massimo Bossetti aveva parlato di un complotto nei suoi confronti. Un’ipotesi smentita da parte della Cassazione: “La genericissima ipotesi – si legge nella sentenza – della creazione in laboratorio del DNA dell’imputato, oltre ad appartenere alla schiera delle idee fantasiose prive di qualsiasi supporto scientifico e aggancio con la realtà, è manifestamente illogica“.

Se si volesse seguire la tesi complottistica – continuano i giudici – legata anche alla necessità di dare in pasto all’opinione pubblica un responsabile, è evidente che, ammessa solo per ipotesi la reale possibilità di creare in laboratorio un DNA, si sarebbe creato un profilo che immediatamente poteva identificare l’autore del reato senza attendere, come invece è accaduto per ben tre anni“.

La Cassazione quindi smentisce tutte le ipotesi da parte di Bossetti e dei suoi legali. I giudici hanno confermato l’ergastolo al muratore per l’omicidio della tredicenne avvenuto quasi otto anni fa.

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