Moto Guzzi Alce Regia Marina

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La Moto Guzzi Alce fu la più famosa moto in dotazione alle nostre forze armate durante il secondo conflitto mondiale. Fu impiegata su tutti i fronti e da tutti i reparti.

Nel 1938 a Mandello, sotto pressione dell’esercito che vedeva imminente l’entrata in conflitto dell’Italia, fu impostata una nuova motocicletta militare capace di sfruttare l’esperienze maturate sui campi di battaglia africani dalla GT 17. Nacque così la GT 20 che dopo una preserie di soli 248 esemplari fu rinominata Moto Guzzi Alce, destinata a diventa la più celebre e nota moto militare italiana.

Fu deciso di utilizzare un nuovo motore derivato dal tipo S a valvole contrapposte ma ad aspirazione come prescritto dal capitolato dell’esercito che le riteneva più sicure in caso di rottura. Il cambio a quattro velocità anziché comandato a pedale era con leva a mano considerata più intuitiva e quindi più semplice da utilizzare anche dalle giovani reclute. L’albero motore era in acciaio con contrappesi riportati e poggiava su due cuscinetti a rotolamento, mentre la biella con sezione a I ruotava su 33 rullini. Il volano esterno era protetto da un tegolo in lamiera per evitare che interferisse con la gamba del pilota. All’alimentazione provvedeva un carburatore Dell’Orto da 26 mm con filtro d’aria a paglia metallica. La lubrificazione era a carter secco con doppia pompa a ingranaggi di mandata e a palette di recupero. Per ridurre l’ingombro in altezza il serbatoio dell’olio fu sistemato tra gli elementi superiori del telaio.

Sulla parte superiore del serbatoio carburante fu posto un indice segna marce. Per l’acceleratore si preferì il comando con manettino ritenuto più facile per i i conducenti meno esperti. Venne adottato un originale cricchetto che impediva alla moto di indietreggiare sulle ripide pendenze. In pratica un piolo, comandato da un manettino sulla sinistra del manubrio, si incastrava nei denti della corona posteriore. Le ruote erano intercambiabili ed entrambe a perno sfilabile. I freni, a tamburo laterale, e la corona della trasmissione finale non dovevano pertanto essere smontati per togliere le ruote e questo rappresentava un notevole risparmio di tempo durante le riparazioni. La potenza a disposizione era di 13,2 CV a 4000 giri/min.

L’esemplare della collezione Brunelli è del 1943 e in allestimento Regia Marina

Le Moto Guzzi in guerra (l’impiego bellico)

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ultimo aggiornamento: 06-04-2015

Redazione News Mondo