Moto Guzzi GT 17: Regio Esercito

La Moto Guzzi GT 17 fu utilizzata negli anni Trenta per equipaggiare il Regio Esercito e anche la Milizia della Strada, corpo speciale, istituito dal regime, per sorvegliare il traffico stradale.

Nel 1927 il Reale Automobile Club d’Italia sottopose al Governo Mussolini la proposta per creare uno speciale corpo militarizzato destinato a sorvegliare il traffico stradale. Inizialmente il Duce non prese in considerazione la cosa, tuttavia l’anno dopo, a fronte del progressivo aumento del traffico diede il consenso perché, all’interno della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, fosse costituita la Milizia della Strada. Già nel 1932 questa era composta da 31 ufficiali, 431 fra sottufficiali e truppa, e 304 veicoli, in gran parte moto. I suoi compiti erano di vigilare su una rete stradale di circa 21.000 km. Ai militi erano richieste grande abilità di guida, in compenso il servizio nella Milizia della Strada fu riconosciuto equivalente a quello di leva. Per questo nelle sue file prestarono servizio i più celebri campioni di motociclismo dell’epoca quali Omobono Tenni, Nello Pagani, Dario Ambrosini, Dorino Serafini ed Enrico Lorenzetti. Con simili assi delle due ruote fu inevitabile la nascita del Campionato Motociclistico della Milizia. Si disputava in un’unica gara annuale. I piloti, in uniforme, partivano a motore spento sulle moto d’ordinanza, tutte uguali e assegnate per sorteggio poco prima della corsa.

La moto più diffusa era la Moto Guzzi Guzzi GT 17 utilizzate anche dal Regio Esercito, prima motocicletta militare espressamente costruita dalla Casa di Mandello. Il motore era un monocilindrico a quattro tempi di 500 cc di cilindrata (alesaggio e corsa 88 x 82 mm) in grado di erogare una potenza massima di 13,2 CV a 4000 giri/min. Il raffreddamento era ad aria naturale. L’alimentazione era affidata a un carburatore Dell’Orto RC25F mentre la distribuzione era ad aste e bilancieri con due valvole contrapposte. Lubrificazione con pompa esterna Moto Guzzi di mandata e recupero, accensione a magnete e avviamento a pedivella. Il cambio a ingranaggi, comandato da leva manuale, era a tre velocità in blocco al motore con frizione a dischi multipli. Trasmissione primaria (motore-cambio) a ingranaggi, trasmissione secondaria (cambio-ruota) a catena. Per quanto riguarda la ciclistica, il telaio era un classico tubolare a doppia culla con sospensione anteriore a parallelogramma e posteriore con forcellone oscillante e molle in foderi. Freni a tamburo a comando meccanico. Pneumatici a cerchietti, anteriore e posteriore 3,50 x 19. Il passo era di 1520 mm.

L’esemplare della collezione Brunelli è curato nei minimi dettagli, compresi i fregi del regime.

Le Moto Guzzi in guerra (l’impiego bellico)

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ultimo aggiornamento: 06-04-2015

Redazione News Mondo

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