Movimento 5 Stelle, ideolgie contro in vista degli Stati generali

M5s, ideologie contro. Dal nuovo leader dipendono le sorti del governo

Il Movimento 5 Stelle che verrà potrebbe vivere una rivoluzione ideologica che potrebbe mettere in crisi l’alleanza con il Pd. O portare a un’alleanza ancora più stretta…

La trasformazione del Movimento 5 Stelle. Luigi Di Maio ha lasciato vacante un ruolo, quello di capo politico, particolarmente ambito e decisamente delicato per quanto riguarda il governo nazionale.

Il motivo è semplice. Il MoVimento non ha una carta d’identità ideologica. Non ha un’ideologia di riferimento. Ha delle persone che collaborano per una causa comune. Sono mossi da un’idea e da obiettivi comuni, ma a marzo a capo della forza politica che attualmente detiene la maggioranza in Aula potrebbe salire un anti-Pd.

I candidati al ruolo di capo politico del M5s

Non parliamo di uno scenario impossibile o così improbabile, anzi. A marzo, in occasione del M5s si giocherà uno scontro da ideologie differenti. Ci sono gli ortodossi di Roberto Fico che spingono per una collaborazione ancora più stretta con il Partito democratico e che guardano a Patuanelli.

Tra le alternative ci sono anche Stefano Buffagni, moderatamente riformista, e Alessandro Di Battista, uno degli elementi più critici dell’alleanza con il Partito democratico.

Non è da escludere che anche Luigi Di Maio possa ricandidarsi per tornare alla guida del Movimento, mentre qualche altro big come Danilo Toninelli potrebbe tentare la sorte.

E in più, nella lista dei possibili leader, nei panni dell’outsider, c’è anche Giuseppe Conte, l’uomo forte della politica italiana che deciso di proseguire la sua carriera da politico anche alla fine della legislatura in corso.

Roberto Fico
Roberto Fico

Movimento 5 Stelle, ideologie contro: la resa dei conti agli Stati generali

Nel calderone c’è di tutto. Ci sono esponenti che spingono per una riforma del Movimento 5 Stelle e potenziali leader decisamente più conservatori. Ci sono sensibilità politiche che si sposano con il Pd, altre che invece non potrebbero convivere con i dem.

Insomma. la preoccupazione di Conte e Nicola Zingaretti è comprensibile, anche se al momento il grande ostacolo da superare è quello delle elezioni regionali in Emilia Romagna. In caso di vittoria della Lega il governo potrebbe subire un contraccolpo che il Movimento 5 Stelle potrebbe non reggere in questa fase di transizione.

ultimo aggiornamento: 24-01-2020

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