Ieri a Roma il movimento pro-vita guidato da Pillon è sceso in piazza a manifestare contro l’aborto.

Da piazza della Repubblica fino a San Giovanni il movimento pro vita ha sfilato con gli striscioni “scegliamo la vita”. La manifestazione contro l’aborto, eutanasia e vaccini è stata guidata dal senatore Pillon fervente accanito contro i diritti civili anti-abortista e contrario alle famiglie Lgbt. Il giorno della manifestazione non è stata casuale. Il movimento pro vita ha scelto il giorno in cui fu approvata 44 anni fa la legge 194 per l’interruzione di gravidanza.

Uno dei portavoce della piazza, Massimo Gandolfi, ha ribadito la sua contrarietà alla legge per l’aborto. Così come il senatore leghista ultracattolico Massimo Pillon che guidava il corteo. Il leghista ha partecipato senza simboli politici su richiesta degli organizzatori, ma il suo pensiero è molto chiaro.

Il diritto delle donne ad abortire in sicurezza, in modo legale promosso dalla legge 194 è ancora oggi in discussione. Dopo 44 anni, le donne ancora non possono essere completamente padrone del loro corpo e di interrompere una gravidanza indesiderata per la presenza di medici obiettori di coscienza che rifiutano di farle abortire.

donna incinta pancia gravidanza
donna incinta pancia gravidanza

Bonus 2022: tutte le agevolazioni, chi può richiederle e come si possono ottenere

Tra obiettori e ultracattolici il diritto della donna non è ancora al sicuro

In Italia sono oltre 30 strutture ospedaliere in cui c’è il 100% di medici obiettori di coscienza. Nel nostro paese ci sono tantissimi medici e ginecologi obiettori costringendo le donne a fare km di viaggi per andare ad abortire in sicurezza. La legge che entrava in vigore il 22 maggio 1978 non è ancora al sicuro. Dopo 44 anni ci sono ancora persone e movimenti che rifiutano la legge e rifiutano l’aborto, rifiutando così uno dei diritti civili della donna.

Il provvedimento di legge non ebbe un percorso facile e la sua approvazione fu ostacolata. Un percorso non compiuto ancora oggi per molti che contestano i limiti e le contraddizioni della legge. La legge fu voluta dal Movimento di Liberalizzazione della donna che annunciò la presentazione di un disegno di legge di iniziativa popolare per depenalizzare l’aborto poco dopo l’emanazione della legge sul divorzio.

Riproduzione riservata © 2022 - NM

ultimo aggiornamento: 22-05-2022


Bielorussia, censurata l’opera di George Orwell

Ucraina, l’accusa shock sui crimini di guerra