Multinazionali in fuga dall'Italia: Uniliver e Abercrombie chiudono

Multinazionali in fuga dall’Italia: Uniliver e Abercrombie and Fitch chiudono a Verona e Milano

Altre due multinazionali decidono di lasciare l’Italia. Uniliver chiude il suo stabilimento di Verona. Abercrombie and Fitch abbandona Milano.

MILANO – Unilever ha deciso di chiudere lo stabilimento di Sanguinetto, in provincia di Verona. La notizia è stata data dagli stessi lavoratori che da diversi giorni sono in sciopero per protestare contro l’apertura della procedura di licenziamento collettivo di 76 dipendenti da parte della multinazionale anglo-olandese.

La struttura – che produce il dado Knorr – ha al suo interno ben 161 lavoratori. La metà rischiano di essere licenziati mentre gli altri dovrebbero essere trasferiti in Portogallo.

Uniliver chiude in Italia. I sindacati: “Nessun preavviso”

Nonostante la riorganizzazione dello scorso anno – precisano i sindacati in una nota riportata da Sky TG24 Uniliver ha deciso senza alcun preavviso la delocalizzazione in Portogallo della produzione del dado Knorr e il conseguente licenziamento di 76 persone. Lo stabilimento di Sanguinetto lavora da 60 anni e deve essere mantenuto“.

Da Uniliver ad Abercrombie&Fitch: multinazionali in fuga dall’Italia

Non solo Uniliver ma anche Abercrombie&Fitch ha deciso di chiudere lo stabilimento in Italia. La multinazionale americana nei giorni scorsi ha comunicato la propria intenzione di abbassare per sempre la saracinesca del negozio in via Matteotti a Milano, dopo dieci anni di attività.

La decisione è stata presa per la difficile situazione finanziaria dell’azienda statunitense che si è vista costretta a chiudere anche uno store in Giappone e uno a New York. Non si tratta di un addio imminente perché il negozio dovrebbe abbandonare l’Italia entro il 2020.

Un momento difficile per la società americana confermato anche dalla Borsa. Il bilancio nel 2018 ha visto una perdita del 23% mentre nel primo trimestre c’è stato un -3%. I negozi che chiuderanno nei prossimi mesi – fanno sapere dall’azienda – non superano l’1% del fatturato totale generato nel 2018. Per questo si tratta di una scelta meno dolorosa anche se diversi dipendenti sono a rischio licenziamento.

fonte foto copertina https://www.facebook.com/abercrombieofficial/

ultimo aggiornamento: 05-06-2019

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