Nella giornata di ieri è scomparso Niccolò Ghedini, a causa di alcune complicanze verificatesi in seguito ad un trapianto di midollo.

Niccolò Ghedini è deceduto nella giornata di ieri, 17 agosto all’età di 62 anni all’ospedale San Raffaele. Da tempo era affetto da leucemia, e dopo un trapianto di midollo eseguito durante i mesi scorsi si sarebbero verificate delle complicazioni che l’avrebbero condotto alla morte. 

Si lascia alle spalle una lunga carriera da politico e penalista, noto anche per essere lo storico avvocato di Silvio Berlusconi. È stato eletto per quattro volte in Forza Italia. Il presidente di Forza Italia parla di Niccolò Ghedini, che oltre ad essere il suo avvocato era anche un suo caro amico. 

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Il ricordo di Berlusconi

“Non ci sembra possibile ma purtroppo è così Il nostro dolore è grande, immenso, quasi non possiamo crederci: tre giorni fa abbiamo lavorato ancora insieme“. Berlusconi è uno tra i primi ad annunciare la morte di Niccolò Ghedini sui social network. Il Cavaliere continua ricordando l’avvocato come “un grande, carissimo amico, un professionista eccezionale, colto e intelligentissimo, di una generosità infinita”. 

La presidente del Senato, Elisabetta Casellati: “Una mente arguta e sottile, un giurista raffinato e combattente, un politico di altri tempi, un uomo dall’etica autentica”, lo definisce la seconda carica dello Stato, aggiungendo un personalissimo “Non ti dimenticherò mai”. 

Silvio Berlusconi

La vita

Niccolò Ghedini è nato a Padova nel 1959 e si è laureato in giurisprudenza a Ferrara. Come suo padre, ha intrapreso la carriera di penalista e durante gli anni Ottanta ha partecipato alla difesa di Marco Furlan. Quest’ultimo era noto per aver commesso degli omicidi in serie con la collaborazione di Wolfgang Abel.

Ma oltre alla carriera da penalista anche quella da politico nel Fronte della gioventù con il Movimento sociale italiano. Poi prese parte al Patito liberale, e successivamente iniziò a collaborare con Berlusconi. Noto per aver difeso il Cavaliere, in sede di processo lo aveva definito come “utilizzatore finale e quindi mai penalmente punibile” nei processi sui rapporti con le escort a Palazzo Grazioli e in Sardegna.  

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ultimo aggiornamento: 18-08-2022


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