NanoFlowcell Quantino: mistero green

Mossa da batterie “a flusso”, la Quantino è un’evoluzione dell’auto svelata a Ginevra nel 2014. I dubbi sulla tecnologia adottata, però, permangono.

Tra spettacolo e mistero, la tedesca NanoFlowcell raddoppia al Salone di Ginevra. Dopo aver presentato lo scorso anno il primo prototipo, la Quant E, una limousine sportiva a propulsione elettrica alimentata da rivoluzionarie batterie a flusso, l’azienda fondata a Weissach nel 2013 si è ripresentata nel 2015 sullo stesso palcoscenico con due vetture. Si tratta della Quant F, evoluzione della concept del 2014, e della Quantino, compatta sportiva a zero emissioni con un’autonomia dichiarata di 1.000 chilometri. Entrambe adottano la medesima tecnologia della E che, tra l’altro, ha iniziato a effettuare i primi test su strada.

C’è scetticismo intorno a quest’avventura green, che promette di essere rivoluzionaria, e i motivi sono numerosi. Alcuni dipendono dalle reticenze relative alla nuova tecnologia proposta dallo svizzero Nunzio La Vecchia. Altri fattori di dubbio sono legati alla stessa figura di La Vecchia, piuttosto chiacchierata sul Web. Al di là delle notizie/illazioni presenti sulla Rete, il mistero più grande riguarda il combustibile utilizzato per le due vetture. Come le Fuel cell, infatti, le batterie a flusso vanno “ricaricate”, o meglio “alimentate” per poter funzionare. Se nelle prime si utilizza idrogeno, che combinandosi con l’ossigeno produce energia e acqua, nel sistema elettrolitico ideato da La Vecchia la composizione delle sostanze utilizzate non è stata chiarita sino in fondo.

Per alimentare nelle Quant la reazione chimica che produce energia elettrica utile ai motori si utilizzano due liquidi, definiti dall’azienda come “ionici”. Un vantaggio rispetto all’idrogeno sarebbe la loro maggior stabilità, non necessiterebbero quindi di pesanti serbatoi speciali. Combinandosi nella “pila” di bordo i combustibili creano una reazione che da una parte produce energia e dall’altra “scarica” i liquidi stessi contenuti nei serbatoi. Una volta “esauriti”, i due reagenti vengono sostituiti con altro carburante “carico”, che, si legge in cartella stampa, sarebbe costituito in maggior parte da acqua e sale. Il tutto, assicurano alla NanoFlowcell, senza emissioni nocive per l’ambiente. In attesa di saperne di più sulla composizione di questi liquidi, sui relativi costi di produzione e sulla reazione chimica che sarebbe alla base del processo che avviene nella pila ci limitiamo a commentare il design delle due vetture.

Se la Quant F appare goffa e disarmoniosa nelle sue proporzioni mastodontiche, la piccola Quantino piace a livello di stile per le forme più leggere. Compatta, è una due posti sportiva dal look originale. Sulle sue potenzialità su strada non resta che affidarsi ai dati dichiarati dalla NanoFlowcell. Lunga 3,91 metri, larga 1,93, la Quantino è mossa da quattro motori elettrici che insieme erogano un massimo di 136 cavalli e che assicurano una trazione 4wd. Secondo il Costruttore è in grado di raggiungere i 200 km/h e con i due serbatoi pieni di “liquidi ionici” sarebbe in grado di percorrere oltre 1.000 km.

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ultimo aggiornamento: 15-03-2015

Redazione News Mondo

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