Napoli, Sarri: “Buona partita tatticamente, ma eravamo meno brillanti”

Il tecnico azzurro dopo il pari del Bentegodi: “Abbiamo creato meno rispetto al solito. Eravamo stanchi fisicamente dopo il City“.

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Un Napoli stanco, poco brillante, piuttosto abulico, è stato fermato quest’oggi sul campo del Bentegodi dall’ottimo Chievo di Maran. Secondo pareggio su dodici gare per il Napoli, sempre capolista ma con un solo punto di vantaggio sulla Juve. Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto per Maurizio Sarri? Il tecnico non si sbilancia, ma commenta così il match ai microfoni di Sky Sport: “Ho visto dal punto di vista tattico una buona partita, siamo stati molto ordinati non concedendo praticamente niente, per venire a capo della partita c’è mancato un pizzico di brillantezza nei nostri calciatori determinanti. Oggi eravamo stanchi fisicamente, giocare contro il City porta una partita aperta con grande dispendio fisico, l’abbiamo pagata in termini di brillantezza. A questi ragazzi tornerebbe utile giocare tra sette giorni e stare uniti tutta la settimana, non sarebbe necessario andare in giro per il mondo a giocare due partite“.

Sarri: “Non so che farà la società sul mercato

Il tecnico di Figline Valdarno ha quindi proseguito: “Oggi il Chievo ha fatto ciò che doveva fare, noi abbiamo creato meno rispetto al solito. Non dovrebbero essere concessi cinque ingressi del medico per cinque medicazioni da tre minuti l’una. L’anno scorso abbiamo perso poche partite. Due anni fa questa gara sarebbe stata a rischio, mentre oggi tatticamente abbiamo fatto una gran partita. Siamo stati sempre corti. Questo mi fa pensare che oggi avevo una squadra applicata. Quello che farà la società a gennaio non lo so, non ne ho idea. Da qui all’apertura del mercato dovremo affrontare dodici partite e devo pensare a questo, a giocare con i ragazzi che ho a disposizione. Senza pensare oltre, altrimenti perderemmo dei punti“. L’ultimo commento è dedicato a Inglese, possibile futuro attaccante azzurro: “Oggi fare l’attaccante del Chievo non era semplice. Pochissimi palloni giocabili, erano tutti sporchi e difficili da gestire. Poi io dalla panchina non avevo tanto tempo di pensare a Inglese“.