Nel mese di luglio, Maria Zakharova sottolinea che la zona del Nord Stream era piena di infrastrutture della NATO.

Dalle ultime indagini messe sul tavolo, si evince quasi con certezza che l’incidente sul Nord Stream sia stato un atto volontario: un vero e proprio sabotaggio. A confermare la tesi, con qualche rivelazione in più, è la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova che dichiara la presenza dei membri della NATO sulla zona per condurre esercitazioni.

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Cosa è successo a luglio?

A luglio i paesi membri della NATO hanno condotto delle esercitazioni vicino al sito di perdite di Nord Streams, utilizzando attrezzature per acque profonde. A dichiararlo è stata la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova.

“A luglio, ci sono state esercitazioni della NATO con l’uso di attrezzature d’alto mare nell’area dell’isola di Bornholm”, ha citato precisamente. Inoltre, ha sottolineato che la regione in quel periodo era piena zeppa di infrastrutture della NATO.

La società Nord Stream AG ha riferito che tre fili dei gasdotti Nord Stream 1 e 2 hanno subìto danni senza precedenti lunedì. Intanto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha riferito quanto Mosca fosse preoccupata per l’accaduto, senza escludere che il funzionamento degli oleodotti possa essere stato interrotto da un atto di sabotaggio.

I sismologi svedesi hanno successivamente riferito che lunedì erano state registrate due esplosioni lungo i gasdotti Nord Stream. Anche la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha definito quelli che vnivano chiamati “incidenti”, un vero e proprio sabotaggio. La presidente afferma che qualsiasi “interruzione deliberata dell’infrastruttura energetica europea è inaccettabile e porterà alla risposta più forte possibile”. Giovedì, la guardia costiera svedese ha scoperto un’altra fuga di gas dai gasdotti Nord Stream e Nord Stream 2.

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ultimo aggiornamento: 29-09-2022


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