'Ndrangheta nel Vicentino, arrestato Domenico Basile e altre 34 persone

‘Ndrangheta nel Vicentino, arrestati Domenico Basile e altre 34 persone

La Guardia di Finanza di Crotone ha arrestato Domenico Basile, referente della ‘Ndrangheta in Veneto, e altre 34 persone.

PADOVA- La ‘Ndrangheta era arrivata anche in Veneto. Estensione di una ‘ndrina di Cutro, in provincia di Crotone, la ‘Ndrangheta operava a Padova, Treviso e Vicenza, sotto gli ordini di Domenico Basile, un 59enne residente a Gazzo, in provincia di Padova.

Il referente veneto della ‘Ndrangheta è stato arrestato il 29 maggio 2019 nel corso dell’operazione “Malapianta” condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro. La Guardia di Finanza ha arrestato Basile, che operava in Veneto, e altri 34 ‘ndranghetisti che operavano in Calabria.

Domenico Basile, il referente della ‘Ndrangheta in Veneto

Stando a quanto scritto nell’ordinanza della procura di Catanzaro, infatti, Basile era “il referente dell’associazione nella zona di Padova, Treviso e Vicenza». Per “associazione“, ovviamente, si intende la ‘Ndrangheta.

Guardia di Finanza
fonte foto https://twitter.com/ScicliNotizie

Basile si occupava, per la ‘ndrina dei Mannolo, di riscuotere il dovuto nei territori veneti. E le sue vittime sarebbero almeno due, quantomeno quelle accertate: un imprenditore di Altavilla Vicentina e uno dell’Alta Padovana.

Basile avrebbe prestato ai due delle ingenti somme di denaro, ovviamente con un tasso di interessi da usuraio. Il ritardo dei due imprenditori nei pagamenti, poi, ha portato Basile a minacciare loro e le loro famiglie.

L’inchiesta coordinata da Nicola Gratteri

L’inchiesta è stata coordinata dal procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri (minacciato di morte dalla ‘ndrina) e condotta dalla Guardia di Finanza. Le indagini messe in piedi dal procuratore sono riuscite a risalire alle diverse operazioni che la ‘Ndrangheta gestiva nel Vicentino e alla struttura di potere del Nord-est.

Domenico Basile, in particolare, pur risultando disoccupato, ma era il referenti principale del Nord-est e viveva nel lusso: auto da decine di migliaia di euro, abiti costosi, una villa con piscina e tutto quello che voleva.

I proventi che permettevano a Basile di vivere in questo lusso sfrenato sono stati collegati alla su attività di esattore per conto dei Mannolo. Minacce verbali, fisiche e psicologiche erano il suo pane quotidiano.

Per adesso lui, e altre 34 persone, sono in carcere. Un duro colpo per la cosca dei Mannolo, ma basterà a debellarli dal territorio veneto?

Fonte immagine interna: https://twitter.com/ScicliNotizie

ultimo aggiornamento: 31-05-2019

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