Neonata morta al pronto soccorso dell’ospedale di Sondrio, insulti alla mamma, una ragazza nigeriana di ventidue anni: “Tanto ne sfornano uno all’anno”.

Ha dell’incredibile la notizia di cronaca che arriva da Sondrio, dove una neonata è morta al Pronto Soccorso e la madre, comprensibilmente disperata, ha ricevuto gli insulti di molte persone che si trovavano vicino a lei. Insulti razzisti gridati, stando a quanto riferito da diversi testimoni, con odio ingiustificato e cattiveria gratuita.

Neonata morta al pronto soccorso dell’ospedale di Sondrio, insulti razzisti alla madre

La madre, una donna nigeriana, in lacrime per la morte della figlia di appena cinque mesi, si è sentita gridare contro frasi del tipo “Tanto ne sfornano uno all’anno“, oppure “Si tratta di un rito satanico“. Gli insulti sono iniziati già al momento dell’arrivo della donna nigeriana che si è recata in ospedale stringendo tra le braccia il corpo della figlia.

Ospedale
Fonte foto: https://www.facebook.com/pages/Ospedale-Pediatrico-Salesi/

La ricostruzione dei fatti e la testimonianza di una consigliera comunale

L’episodio è avvenuto nella giornata di sabato, quando all’ospedale di Sondrio è morta una bimba di appena cinque mesi. La madre, una ragazza nigeriana di ventidue anni, appresa la notizia del decesso della figlia si lascia andare al dolore straziante. Comprensibile.

Le persone presenti nella sala lista non solo non mostrano comprensione o compassione, ma iniziano ad insultare la ragazza. Una quindicina di persone, stando alle ricostruzioni, si lascia andare a commenti deplorevoli, insulti a sfondo razzista.

A rendere pubblica la notizia, rimbalzata prima sulla stampa locale e poi su quella nazionale, è una consigliera comunale di Sondrio che si trovava in ospedale e che quindi ha assistito alla scena.

Perchè vaccinarsi contro l'influenza? Pro o contro

TAG:
cronaca evidenza sardine Sondrio Ultima Ora

ultimo aggiornamento: 18-12-2019


Rotondella, Matera: rimosso il monolite con rifiuti radioattivi

Studentessa contrae Hiv durante il lavoro di tesi e fa causa a due Atenei