L’intervento all’Assemblea generale Onu di Benjamin Netanyahu. Le parole durissime ai presenti e a chi se ne è andato e non solo.
Benjamin Netanyahu ha utilizzato il suo intervento all’Assemblea generale delle Nazioni Unite per ribadire il legame tra Israele e Stati Uniti, ringraziando pubblicamente Donald Trump per il sostegno offerto a Tel Aviv nella guerra e per la posizione assunta nei confronti dell’Iran. Non sono mancati anche momenti di tensione dopo che diversi membri presenti hanno deciso di disertare il suo intervento in segno di protesta. Il premier di Israele ha definito queste persone dei “codardi”.

Netanyahu e il rapporto con gli Usa
Dal palco dell’Onu, il primo ministro israeliano ha definito gli Stati Uniti il principale alleato di Israele nel conflitto e ha attribuito a Trump una particolare capacità di comprendere la minaccia rappresentata dalla leadership della Repubblica islamica. “In questa battaglia contro i barbari non abbiamo avuto un partner più grande del presidente Trump. Lo ringrazio per la sua leadership coraggiosa”, ha dichiarato Netanyahu, sostenendo che il presidente americano avesse riconosciuto già “decenni fa” il pericolo legato all’Iran.
Nessun genocidio a Gaza
Gran parte del discorso è stata dedicata anche alle accuse di genocidio nella Striscia di Gaza, che Netanyahu ha respinto con decisione. Il premier israeliano le ha definite “la più grande menzogna del secolo”, sostenendo che Israele abbia adottato misure senza precedenti per tutelare la popolazione civile palestinese. A sostegno della sua posizione ha citato la somministrazione di un milione di vaccinazioni contro la poliomielite e la distribuzione di due milioni di tonnellate di cibo a Gaza.
Iran e Mamdani
Netanyahu ha poi rivolto l’attenzione all’Iran, affermando che i “tiranni dell’Iran” temono una possibile rivolta del “coraggioso popolo iraniano”. Secondo il premier, le interruzioni dell’accesso a Internet imposte dal governo sarebbero legate proprio a questo timore. Durante l’intervento ha mostrato anche un dispositivo Starlink, dicendo di volerlo lasciare alla delegazione iraniana affinché possa essere utilizzato quando il popolo iraniano, a suo dire, “inevitabilmente si ribellerà”.
“Un giorno gli iraniani saranno liberi”, ha aggiunto Netanyahu, prevedendo la caduta del regime di Teheran.
Infine, il premier israeliano ha attaccato il sindaco di New York Zohran Mamdani, definendolo “antisemita”. Netanyahu ha affermato che diversi ebrei gli avrebbero riferito di non sentirsi più sicuri in città dopo l’elezione di Mamdani. Il sindaco, inoltre, ha dichiarato di condividere la posizione della Corte penale internazionale sul mandato d’arresto emesso nel 2024 contro Netanyahu per crimini di guerra in relazione a Gaza.