Netanyahu: “Israele entrerà a Rafah con o senza accordo”. Gli USA contrari

Netanyahu: “Israele entrerà a Rafah con o senza accordo”. Gli USA contrari

Al netto delle proposte di tregua, tra Israele e Hamas la guerra va avanti. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu non è disposto a fare sconti.

Continuano i tentativi di mediazione per una tregua tra Israele e Hamas ma la situazione non sembra vedere dei risvolti positivi. Anzi. “Con o senza accordo”, l’Idf è pronta ad andare avanti e ad entrare a Rafah. A renderlo noto nelle ultime ore è stato il Premier Benjamin Netanyahu, anche al netto della posizione contraria degli USA.

Benjamin Netanyahu

Israele, Netanyahu non dà alternative

Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha dichiarato, durante un incontro con i rappresentanti delle famiglie degli ostaggi e delle famiglie, che “l’idea di porre fine alla guerra prima di raggiungere tutti i nostri obiettivi è inaccettabile”.

Il premier ha sottolineato senza giri di parole: “Noi entreremo a Rafah e annienteremo tutti i battaglioni di Hamas presenti lì, con o senza un accordo, per ottenere la vittoria totale”.  

L’accordo di cui ha parlato Netanyahu dovrebbe far riferimento a quanto discusso di recente nei negoziati per la tregua a Gaza. In questo senso la proposta che Israele ha contribuito a formulare ma che non ha ancora accettato, come d’altra parte Hamas, prevedrebbe due fasi: la prima implicherebbe il rilascio di almeno 20 ostaggi in tre settimane per un numero imprecisato di prigionieri palestinesi.

Per quanto concerne la seconda parte, questa fase includerebbe un cessate il fuoco di 10 settimane durante le quali Hamas e Israele si accorderebbero su un rilascio più ampio di ostaggi e su una pausa prolungata nei combattimenti che potrebbe durare fino a un anno.

Ad aver reso noti questi dettagli è stato il Wall Street Journal.

La posizione contraria degli USA

La posizione di Israele e del suo primo ministro è stata accolta non certo con grande entusiasmo da parte delle altre forze in campo. Nel dettaglio, ad aver commentato la situazione sono stati gli Stati Uniti d’America tramite il portavoce della Sicurezza nazionale della Casa Bianca John Kirby.

“Non vogliamo vedere una grande operazione di terra a Rafah”, ha detto Kirby. “Certamente, non vogliamo vedere operazioni che non tengano conto della sicurezza di quel milione e mezzo di persone che cercano di cercare rifugio laggiù”.

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