L’ex consigliera regionale della Lombardia, Nicole Minetti, è stata graziata dal Presidente della Repubblica e da Carlo Nordio.
Il suo nome era ormai sparito da tempo dalle cronache dell’attualità e della politica e in tanti si chiedevano che fine avesse fatto. Nelle ultime ore, però, ecco il colpo di scena che riguarda Nicole Minetti. L’ex consigliera regionale della Lombardia, infatti, ha ricevuto la grazia dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e dal Ministro della Giustizia, Carlo Nordio. La questione fa riferimento al processo Ruby bis e le “cene eleganti”.

Nicole Minetti graziata da Mattarella e Nordio: il caso
Nicole Minetti è stata graziata dal Presidente della Repubblica. Sull’ex igienista dentale, ed ex consigliera regionale della Lombardia, pendeva una condanna in via definitiva ad un anno e un mese per peculato e a 2 anni e 10 mesi per induzione alla prostituzione nell’ambito del processo Ruby bis (le cosiddette cene eleganti).
Il provvedimento di grazia, giunto per motivi umanitari, è stato firmato nelle scorse settimane. Decisivo il parere positivo del ministro della Giustizia Nordio e del Procuratore Capo della Corte d’Appello. A renderlo noto Il Fatto Quotidiano e Mi Manda Raitre che ha scoperto la notizia.
Cosa filtra sulle motivazioni della grazia
La notizia della grazia alla Minetti ha generato tante reazioni. A rispondere alle varie notizie è stata la diretta interessata tramite i legali. Gli avvocati, citati dal Corriere della Sera, hanno detto: “Accogliamo con rispetto istituzionale il provvedimento adottato, che si inserisce nel quadro ordinamentale della clemenza individuale, previsto per situazioni eccezionali e valutate rigorosamente in concreto […]”.
“Proprio per questo, rinnoviamo l’invito al massimo riserbo, in particolare sulla posizione del minore […]”. A questa posizione si aggiunge quella precedente di fonti di Quirinale secondo cui “la concessione dell’atto di clemenza […] si è fondata anche sulle gravi condizioni di salute di uno stretto familiare minore della Minetti“. A quanto pare, il minore “necessita di assistenza e cure particolari, presso ospedali altamente specializzati […]”.