La Procura di Milano si è espressa sul caso della grazia concessa a Nicole Minetti confermando il parere positivo.
Ci sono novità importanti sul caso della grazia concessa a Nicole Minetti. Sulla vicenda, anche a seguito dei primi accertamenti, si è pronunciata la Procura di Milano. In particolare è stato il procuratore generale del capoluogo lombardo, Francesca Nanni, in una nota, a dare conto sul fatto che siano state trasmesse al Ministero della Giustizia le risultanze delle nuove analisi sul caso.

Nicole Minetti, caso grazia: parla la Procura di Milano
A seguito degli accertamenti svolti in merito alla grazia concessa a Nicole Minetti e a tutte le situazioni a lei collegate “risulta che i fatti riportati nelle notizie di stampa dalle quali ha tratto origine il presente supplemento di attività non corrispondono al vero e che non sono emersi fatti contrastanti con il quadro probatorio già acquisito”. Sono state questel le parole della Procura di Milano nella figura del procuratore generale Francesca Nanni in una nota.
Smentite le notizie sui festini e la testimonianza
Secondo quanto sia apprende non ci sono “segnalazioni di reato o pendenze giudiziarie o coinvolgimento in indagini di alcuna natura in Uruguay ed in Spagna di Nicole Minetti e Giuseppe Cipriani”. Di fatto, risultano “smentite” da “numerose dichiarazioni assunte in sede di indagini difensive” e dalle “dichiarazioni rese ai Carabinieri da persone informate sui fatti, le affermazioni circa feste con droga e sesso a cui avrebbe preso parte Nicole Minetti negli ultimi anni”, come riferito “al Fatto Quotidiano dalla massaggiatrice”. E non “emergono irregolarità nel procedimento di adozione” del minore. Lo ha fatto sempre sapere la Procura generale di Milano.
Dopo aver riassunto tutti gli accertamenti svolti, la Procura ha fatto sapere che dopo aver concluso “la raccolta delle informazioni richieste, le risultanze sono state riassunte e illustrate nella relazione redatta da questa Procura Generale trasmessa in data odierna al Ministro della Giustizia unitamente agli atti e ai documenti acquisiti, al fine di consentire al Ministro della Giustizia e al Presidente della Repubblica di assumere le determinazioni di rispettiva competenza”.