Migranti e Irap sono i nodi da sciogliere del decreto rilancio. Possibile un rinvio del Cdm.

ROMA – Sono ore frenetiche per riuscire a scogliere gli ultimi nodi del decreto rilancio. Secondo quanto riportato da Repubblica, nella notte tra il 10 e l’11 maggio 2020 c’è stata una riunione fiume tra il premier Conte e i capi delegazione della maggioranza per trovare un compromesso sul provvedimento che rischia di subire un nuovo rinvio.

In queste ore i contatti tra i partiti continueranno ma le distanze su alcune misure restano e il presidente del Consiglio non ha ancora convocato la riunione consueta che precede il Cdm.

I nodi da sciogliere

I nodi da sciogliere sono due ma lo stallo più importante resta quello sulla regolarizzazione dei migranti. Leu e Pd appoggiano la ministra Teresa Bellanova sulla proposta di regolarizzare i 600mila migranti presenti in Italia.

Ipotesi non condivisa dal MoVimento 5 Stelle che potrebbe convergere sulla proroga del permesso di soggiorno per tre mesi, soluzione condivisa dalla Lega. I dubbi di Italia Viva restano con il compromesso che non è stato trovato. Punto di incontro che manca anche sul taglio dell’Irap con i renziani che frenano chiedendo del tempo per riflettere sulla misura.

Palazzo Chigi
Palazzo Chigi

Slitta il Cdm?

Difficoltà e riflessioni che potrebbero portare ad un nuovo rinvio del Consiglio dei ministri. Il premier Conte, come scritto da Repubblica, non ha ancora convocato la riunione che precede il vertice della maggioranza per dare il via libera al provvedimento.

Nel pomeriggio ci potrebbero essere ulteriori incontri tra il premier Conte e i capi di delegazione con il Cdm che a questo punto rischia di slittare alle prime ore di martedì 12 maggio 2020. Non esclusi, però, ulteriori rinvii visto che l’accordo definitivo ancora non c’è.

Scarica QUI la guida con tutte le precauzioni da prendere per limitare il contagio da coronavirus.


Dal reddito di emergenza al bonus vacanze, la bozza del decreto rilancio

Dl Rilancio, Gualtieri: “Abbiamo deciso di abbonare il saldo e l’acconto dell’Irap”