Pochi nomi altisonanti ma tante sorprese: il miracolo di Vincenzo Montella

Sorpresa Milan: il sogno Europa resta in piedi grazie a una panchina dal cuore d’oro e dalla voglia di realizzare un sogno

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La vittoria ottenuta dal Milan sul Genoa grazie al gol messo a segno da Mati Fernandez, apre quasi naturalmente una riflessione sul Milan di questa stravagante stagione 2016/2017. Perché stravagante? Perché da anni l’Europa è più un ritornello che un obiettivo concretamente raggiungibile, eppure quest’anno la squadra è ancora veramente in corsa. Il problema è che quasi nessuno ci crede, tutti guardano con una certa ansia e curiosità alla partita successiva senza avere mai il coraggio di sentirsi favoriti. Insomma, il Milan merita di essere in corsa ma in pochi lo riconoscono davvero. Ovviamente la stagione attuale, così come le ultime, è resa stravagante dal nuovo capitolo della saga tragicomica che riguarda la cessione della società, destinata a compiersi (?) chissà quando e chissà in favore di chi.

Il miracolo rossonero e la ricetta di Montella

E in tutto questo c’è Vincenzo Montella, l’allenatore scaltro che raccoglie dal mercato quello che può e mette su un gruppo in grado di estraniarsi dalle critiche e dalla vicende societarie, di stringersi intorno a un obiettivo e di fare di tutto per provare a raggiungerlo. Si è sempre parlato di una rosa corta, problema con cui il tecnico ha più volte dovuto fare i conti a causa delle troppe squalifiche e degli infortuni, ma in pochi hanno posto l’accento sulla gestione delle cosiddette seconde scelte.

La panchina d’oro del Milan

I nomi della panchina rossonera sono tutt’altro che altisonanti, eppure nel momento nevralgico della stagione ad emergere con prepotenza sono i nomi di Zapata, eterno partente ma sempre pronto a togliere le castagne dal fuoco, di Mati Fernandez, rispolverato contro il Genoa e autore del pesantissimo gol vittoria, di Lapadula, inestimabile giocatore per la sua umiltà, il suo impegno, i suoi assist e i suoi gol, e di Vangioni, l’oggetto misterioso che quando gioca rientra sempre nella lista dei Top.

Solo questo varrebbe il rinnovo al tecnico rossonero, se solo ci trovassimo in un mondo normale.