Nomine musei: invasione di stranieri

Annunciati oggi i direttori: dalle nomine musei sette su venti sono stranieri. Agli Uffizi di Firenze il tedesco Eike Schmidt

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Fuga di cervelli nostrani. E invasione di quelli stranieri. Verrebbe da dirlo dopo le nomine dei direttori dei principali e più importanti musei del Bel Paese, visto che sette su venti non sono italiani. A partire dal tedesco Eike Schmidt, 47 anni, storico dell’arte e nuovo direttore delle gallerie degli Uffizi di Firenze.

Ma Schmidt è solo una delle novità annunciate oggi dal ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini a conclusione della procedura di selezione internazionale prevista dalla riforma che porta il nome dello stesso ministro. L’età media dei vincitori, si viene a sapere da una nota, è di 50 anni. Dieci uomini e dieci donne. Gli stranieri sono comunque tutti europei: 3 tedeschi, 2 austriaci, 1 britannico e 1 francese. Gli italiani che tornano dall’estero sono 4 (Bagnoli, Gennari Santori e D’Agostino). Quanto alle professioni: 14 sono storici dell’arte, 4 archeologi, 1 museologo/manager culturale e 1 manager culturale.

Questo il commento del ministro Franceschini: «Davvero con queste 20 nomine di così grande levatura scientifica internazionale il sistema museale italiano volta pagina e recupera un ritardo di decenni».

Critico, invece, Vittorio Sgarbi, che parla di un «errore grave. Cedendo al politicamente corretto il ministro mortifica il suo stesso ministero. Quello concorsuale è un metodo sbagliato: viene presentato come una rivoluzione ma non lo è. Il ministro Franceschini con il suo primo atto in ambito museale mina la stessa istituzione che presiede. L’esempio arriva proprio dagli Uffizi, dove pur in presenza di studiosi di qualche rilievo la nomina di Eike Schmidt mortifica innanzitutto il lavoro di alto livello fatto dal direttore uscente Antonio Natali».