Si prendeva a pugni con un amico per gioco, morto ventinovenne

Si prendeva a pugni con un amico per gioco, la tragica morte di un ragazzo di 29 anni

Norcia, due amici si prendono a pugni per gioco, morto un ragazzo di ventinove anni. La folle verità portata a galla dagli investigatori.

Ha dell’incredibile il fatto di cronaca che arriva da Norcia, dove un ragazzo di ventinove anni, Emanuele Tiberi, è morto mentre per gioco si prendeva a pugni con un suo amico, ora accusato di omicidio.

La ricostruzione dei fatti grazie ai video e ai messaggi sui cellulari

Gli inquirenti sarebbero riusciti a fare luce sulla vicenda grazie ai video girati e grazie ai messaggi inviati su Whatsapp. Emanuele avrebbe dato uno schiaffo a un suo amico, un trentaduenne che, per gioco, lo avrebbe colpito con un pugno. I fatti risalgono allo scorso 29 luglio ma solo a distanza di circa quattro mesi gli investigatori sarebbero arrivati a una ricostruzione coerente e realistica.

Carabinieri
Fonte foto: https://www.facebook.com/carabinieri.it/

Si prendevano a pugni per gioco, morto un ragazzo di ventinove anni

Stando a quanto riportato da La Nazione, alcuni video girati durante la sera della tragedia riprendono i due impegnati in un folle gioco. Il primo ha colpito l’altro ragazzo con uno schiaffo, questo ha colpito l’amico con un pugno in pieno volto. Fatale.

Smontata dunque la prima ipotesi degli inquirenti, secondo cui l’omicidio di Emanuele Tiberi sarebbe avvenuto in seguito a una lite. La scoperta degli investigatori, se possibile, lascia ancora più attoniti e rende ancora più inspiegabile la scomparsa prematura di un ragazzo di soli ventinove anni. Come se non bastasse, i video analizzati dagli uomini delle Forze dell’Ordine testimonierebbero come le altre persone presenti, amici dei due contendenti, invitassero ed incitassero i due affinché continuassero a colpirsi.

La difesa ha chiesto il trasferimento ai domiciliari per Salvatori

Cristian Salvatori, il trentaduenne arrestato per l’omicidio di Emanuele, ha chiesto di essere trasferito dal carcere agli arresti domiciliari. Il pubblico ministero ha accolto la richiesta avanzata dai legali del ragazzo, il gip no. La difesa ha dunque deciso di fare appello al Tribunale del Riesame di Perugia, convinti che la verità portata alla luce dalle prove faccia cadere l’ipotesi secondo cui Cristian abbia un carattere irascibile e sia mosso da un’indole aggressiva.

ultimo aggiornamento: 04-12-2018

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