Istat, è diminuito il reddito disponibile delle famiglia consumatrici ed è diminuito anche il potere di acquisto delle famiglie.

Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è diminuito di quasi due punti percentuali: è quanto emerge dalla nota condivisa dall’Istat nella giornata del 2 aprile.

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Fonte foto: https://www.facebook.com/IstatCensimentiGiornoDopoGiorno

Istat, diminuito il reddito disponibile delle famiglie consumatrici

Nel report CONTO TRIMESTRALE DELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE, REDDITO E RISPARMIO DELLE FAMIGLIE E PROFITTI DELLE SOCIETÀ l’Istat evidenzia come sia diminuito il reddito disponibile delle famiglie consumatrici. Inoltre emerge chiaramente una tendenza al risparmio, che non sorprende alla luce del clima di incertezza economica che non lascia garanzie per quanto riguarda il futuro.

“Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è diminuito dell‘1,8% rispetto al trimestre precedente, e i relativi consumi finali del 2,5%. Di conseguenza, la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è stata pari al 15,2%, in aumento di 0,5 punti percentuali rispetto al trimestre precedente“, si legge nel report dell’Istat.

È diminuito il potere di acquisto delle famiglie

Inoltre, prosegue l’Istat, il potere di acquisto delle famiglie è diminuito di due punti percentuali circa rispetto al trimestre precedente.

“A fronte di un incremento dello 0,2% del deflatore implicito dei consumi, il potere d’acquisto delle famiglie è diminuito rispetto al trimestre precedente del 2,1%”.

Centesimo euro
Centesimo euro

I dati sulla Pubblica Amministrazione

Nel quarto trimestre 2020 l’indebitamento netto delle AP in rapporto al Pil è stato pari al 5,2%; nello stesso periodo dell’anno precedente risultava un accreditamento dell’1,9%“, si legge nello nota Istat per quanto riguarda la PA.

Il saldo primario delle AP (indebitamento al netto degli interessi passivi) è risultato negativo, con un’incidenza sul Pil del -1,9% (+5,2% nel quarto trimestre del 2019), mentre il saldo corrente delle AP è stato positivo, con un’incidenza sul Pil dell’1,5% (+5,6% nel quarto trimestre del 2019)”.

La pressione fiscale

Per quanto riguarda la pressione fiscale, “è stata pari al 52,0%, in crescita di 1,3 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, nonostante la riduzione delle entrate fiscali e contributive“.


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