A Novara la Polizia ha smantellato un sofisticato laboratorio artigianale di metanfetamina e LSD gestito da un giovane.
In una tranquilla zona residenziale di Novara, tra le facciate discrete delle abitazioni e il via vai ordinario di studenti e famiglie, qualcosa di insolito ha iniziato a serpeggiare, ma non stiamo parlando del famoso laboratorio della serie tv “Breaking Bad” ma qualcosa che si avvicina in una maniera davvero assurda. Alcuni residenti avevano notato odori pungenti e sconosciuti provenire da una palazzina apparentemente come tutte le altre.
Nessuno poteva immaginare cosa si celasse dietro quelle finestre regolarmente aperte, forse nel tentativo di mascherare un’attività clandestina che, giorno dopo giorno, stava crescendo nel silenzio.

Un laboratorio chimico nascosto in mansarda
Non è raro che, nei centri urbani italiani, si scopra la presenza di piccoli laboratori artigianali di sostanze stupefacenti, ma quello di Novara ha caratteristiche che lo rendono eccezionale. Un’indagine partita da semplici segnalazioni ha portato la Polizia di Stato a monitorare l’abitazione sospetta, fino al blitz decisivo.
Una volta entrati, gli agenti si sono trovati di fronte a un vero e proprio laboratorio di sintesi chimica, allestito con precisione quasi professionale. Nel piano superiore della casa, la mansarda era stata trasformata nella zona di miscelazione e preparazione delle sostanze stupefacenti. Vasche, strumenti da laboratorio, reagenti chimici e decine di dosi già pronte per essere immesse sul mercato. L’odore, le tracce e la disposizione dei materiali parlavano chiaro: si trattava di un centro di produzione su larga scala.
Un giovane talento con passione per la chimica
Dietro tutto questo non c’era una banda organizzata, bensì un giovane studente universitario, appassionato di chimica e, secondo le prime dichiarazioni, influenzato dalla celebre serie “Breaking Bad” con il personaggio Walter White. Il ragazzo era riuscito a sintetizzare metanfetamina, MDMA, DMT, DOM, DOB e persino a produrre i famigerati “francobolli allucinogeni”, foglietti assorbenti imbevuti di LSD e DOM.
L’operazione, realizzata con il supporto del Gabinetto Interregionale di Polizia Scientifica di Piemonte e Valle d’Aosta, assume rilevanza europea: le sostanze scoperte, alcune ancora non catalogate ufficialmente, contribuiranno ad aggiornare le tabelle degli stupefacenti nei vari Paesi dell’Unione. Un colpo importante al narcotraffico artigianale, e un caso emblematico di come la realtà possa superare la fiction.