La nuova riforma dell’Impresa Sociale e le nuove agevolazioni fiscali

Gentiloni spiega l’importanza del settore terziario nella rinascita economica italiana

La nuova riforma dell’Impresa Sociale come anello fondamentale della ripresa economica: nuove opportunità per il terziario.

Gentiloni a Torino: l’importanza del sostenere il sociale

Il Presidente del Consiglio dei Ministri Gentiloni è stato presente negli scorsi giorni a Torino per presentare la riforma dell’Impresa Sociale che, dal suo punto di vista, sarà uno dei pilastri su cui costruire la ripresa economica italiana.

Adattabilità, capacità di rispondere a bisogni reali, specificità: queste sono le caratteristiche che fanno dell’Impresa Sociale uno strumento essenziale per colmare i vuoti lasciati dal progressivo allontanamento dello Stato da alcuni spazi sociali in cui si rende invece sempre necessario un intervento costante e consapevole.

L’Impesa Sociale si connota quindi come un’importante opportunità di crescita sana per il settore terziario e la riforma presentata in questi giorni ha come fine il rendere più “trasparente, vantaggioso ed efficiente il lavoro dell’Italia Sociale”, ha detto il premier.

Cosa prevede la nuova riforma dell’Impresa Sociale

Alcuni connotati dell’Impresa Sociale rimangono inalterati e sono ribaditi dalla nuova riforma:

  • non può avere scopo di lucro. Anche a seguito di fusioni o scissioni le imprese risultanti non devono avere scopo di lucro.
  • non può dividere gli utili ma deve reinvestirli in attività previste dallo statuto
  • le imprese sociali possono avvalersi del lavoro di volontari a patto che i volontari non superino mai il numero dei dipendenti stipendiati dall’impresa.

Le novità riguardano quanto stabilito in merito ai compensi dei dipendenti delle imprese sociali:

  • i lavoratori delle imprese sociali devono ricevere un compenso almeno pari a quello previsto dai contratti collettivi di categoria. La differenza tra gli stipendi dei lavoratori che ricoprono mansioni differenti non può superare in nessun caso la proporzione di 1 a 8.
  • gli utili prodotti dall’impresa e gli avanzi di gestione (quando presenti) non costituiranno reddito imponibile e quindi saranno esenti da tasse se verranno destinati a un fondo da cui attingere per incrementare le attività e il capitale sociale dell’impresa.

La nuova riforma prevede inoltre una detrazione fiscale del 30% degli investimenti per tutte le coop o tutte le imprese tradizionali che decidano di convertirsi in imprese sociali. La detrazione si ripeterà per i primi 3 anni di attività della nuova impresa sociale, ma non potrà superare 1 milione di Euro totali per le persone fisiche e 1,8 milioni di euro per le imprese.
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ultimo aggiornamento: 25-07-2017

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