AstraZeneca e i casi di trombosi: cosa dice il nuovo bugiardino del vaccino

AstraZeneca e i casi di trombosi: cosa dice il nuovo bugiardino del vaccino

Il nuovo bugiardino di AstraZeneca (Vaxzevria): cosa sappiamo sui casi di trombosi e quali sono gli effetti collaterali.

AstraZeneca cambia nome e aggiorna il proprio bugiardino. Come anticipato nella giornata del 30 marzo, la nuova denominazione del prodotto è Vaxzevria, mentre per quanto riguarda il foglietto illustrativo, la società inserisce anche le informazioni legate a trombosi e trombocitopenia.

Vaccino, il nuovo bugiardino di AstraZeneca (Vaxzevria)

Le informazioni sul nuovo bugiardino di AstraZeneca arrivano dal sito dell’Ema, l’agenzia europea per i medicinali. In seguito alla sospensione disposta da diversi Paesi Ue per i casi di trombosi cerebrale registrati in Germania, AstraZeneca, che intanto ha ottenuto il via libera proprio dall’Ema, ha aggiornato il foglietto illustrativo facendo menzione di trombosi e trombocitopenia.

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La somministrazione del vaccino

Per quanto riguarda la somministrazione, le indicazioni non cambiano: “il ciclo di vaccinazione+ consiste in due dosi separate da 0,5 mL ciascuna. La seconda dose deve essere somministrata da 4 a 12 settimane (da 28 a 84 giorni) dopo la prima dose. Non ci sono dati disponibili sull’intercambiabilità di Vaxzevria con altri vaccini“. In poche parole chi ha ricevuto la prima dose di AstraZeneca deve completare il ciclo di vaccinazione con lo stesso prodotto.

Per quanto riguarda l’aspetto anagrafico, si legge che al momento non ci sono dati sull’efficacia del vaccino nei soggetti di età inferiore ai 18 anni.

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Nel nuovo bugiardino di AstraZeneca si parla anche dei casi di trombosi

Ovviamente dopo le polemiche e la sospensione della somministrazione del vaccino, il paragrafo più interessante è quello dedicato ai disturbi della coagulazione.

È stata osservata molto raramente una combinazione di trombosi e trombocitopenia, in alcuni casi accompagnata da sanguinamento, in seguito alla vaccinazione con Vaxzevria. Ciò include casi severi che si presentano come trombosi venosa, inclusi siti insoliti come trombosi del seno venoso cerebrale, trombosi della vena mesenterica e trombosi arteriosa, concomitante con trombocitopenia. La maggior parte di questi casi si è verificata entro i primi sette-quattordici giorni successivi alla vaccinazione e si è verificata in donne di età inferiore a 55 anni. Tuttavia ciò potrebbe riflettere l’aumento dell’uso del vaccino in questa popolazione. Alcuni casi hanno avuto esito fatale“.

Nel testo ci sono anche indicazioni destinate agli operatori sanitari, chiamati a monitorare i sintomi riconducibili a casi di tromboembolia.

“Gli operatori sanitari devono prestare attenzione ai segni e ai sintomi di tromboembolia e/o trombocitopenia. I soggetti vaccinati devono essere istruiti a consultare immediatamente un medico se sviluppano sintomi quali respiro affannoso, dolore toracico, gonfiore alle gambe, dolore addominale persistente dopo la vaccinazione. Inoltre, chiunque manifesti sintomi neurologici tra cui cefalea severa o persistente o visione offuscata dopo la vaccinazione oppure ecchimosi (petecchie) in una sede diversa da quella della vaccinazione dopo alcuni giorni, deve consultare immediatamente un medico”.

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Gli effetti collaterali del vaccino AstraZeneca (Vaxzevria)

Gli effetti collaterali o indesiderati sono sostanzialmente quelli noti. Dolore nella zona della somministrazione del vaccino, mal di testa, stanchezza o spossatezza, febbre, brividi e nausea.

Quanto dura l’immunità?

Per quanto riguarda i tempi della protezione invece non abbiamo informazioni utili. Gli studi per stabilire la durata dell’immunità sono ancora in corso.

“La protezione inizia da circa 3 settimane dopo la prima dose di Vaxzevria. I soggetti potrebbero non essere completamente protetti fino a 15 giorni dopo la somministrazione della seconda dose. Come con tutti i vaccini, la vaccinazione con Vaxzevria potrebbe non proteggere tutti i soggetti vaccinati”, si legge nel testo.

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