Shock sul caso di Liliana Resinovich: la sconvolgente verità sul secondo telefono

Shock sul caso di Liliana Resinovich: la sconvolgente verità sul secondo telefono

Nuovi dettagli emergono sul caso dell’omicidio di Liliana Resinovich: il mistero del secondo telefono della donna.

Il caso di Liliana Resinovich, scomparsa il 14 dicembre 2021 e ritrovata senza vita il 5 gennaio 2022 in un parco di Trieste, si arricchisce di un nuovo capitolo misterioso legato a un secondo telefono cellulare.

Claudio Sterpin, descritto come l’amante della donna, ha fornito una spiegazione intrigante su questo dispositivo durante un’intervista a “Ore 14“.

La tesi di Claudio Sterpin sul secondo telefono

Come riportato da Ilsussidiario.net, secondo Sterpin, il telefono sarebbe stato danneggiato durante un litigio tra Liliana e suo marito, Sebastiano Visintin. Ciò sarebbe accaduto poco prima della sua scomparsa.

Lei aveva due numeri di telefono, due schede“, racconta. “Sul Samsung ce n’era una e lo usava esclusivamente per fare ricerche in Internet, tutte quelle sul divorzio e anche tutte le altre cose, tipo ‘ricerca casa’. Dal 12 non ha più usato questo cellulare” ha dichiarato Sterpin.

Secondo l’uomo, ciò sarebbe il motivo per cui la donna – nella mattina della scomparsa – ha ritardo il loro appuntamento. Ciò con tanto di una frase criptica: “Poi ne parliamo“.

Attesa per i risultati della nuova autopsia

Il giallo si intensifica con l’attesa dei risultati della nuova autopsia, effettuata agli inizi del 2024. Questa potrebbe offrire nuove chiavi di lettura sulla morte di Liliana.

La riesumazione è stata decisa dal gip di Trieste in risposta a numerosi dubbi sollevati sui dettagli del decesso. La famiglia di Liliana, insieme a Claudio Sterpin, ha sempre respinto l’ipotesi del suicidio, proposta dalla Procura, sostenendo piuttosto che si trattasse di un omicidio.

Alcune lesioni al volto ed ecchimosi non compatibili con un quadro suicidario” sono tra gli elementi citati a sostegno della tesi dell’omicidio. Il fratello di Liliana, Sergio Resinovich, la cugina Silvia e lo stesso Sterpin continuano a lottare per fare luce sulla vicenda.

I tre mettendo in dubbio anche le circostanze in cui il corpo è stato trovato, suggerendo che potrebbe essere stato conservato in un luogo freddo per alterare i tempi della morte

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