Il nuovo statuto del Pd: Segretario non sarà automaticamente premier

Il Pd vara il nuovo statuto: un ‘Partito antifascista’, il Segretario non sarà candidato premier

Presentato a Bologna il nuovo statuto del Pd, un partito che conferma la sua vocazione ‘antifascista’ e che pone al centro del suo progetto l’eco-sostenibilità e la parità tra i generi.

Prende forma il nuovo Partito democratico dopo l’approvazione del nuovo statuto. Tante le novità in casa dem anche se non mancano i malumori che accompagnano ogni tipo di cambiamento.

Il nuovo statuto del Pd

L’Assemblea Nazionale del Partito democratico a Bologna è culminata con l’approvazione del nuovo Statuto che vuole superare la figura del Segretario leader emersa con evidenza nell’epoca Renzi. una delle innovazioni più rilevanti riguarda infatti proprio il numero uno del partito che non sarà più il candidato premier. Almeno non lo sarà automaticamente.

Pd partito antifascista

Il primo articolo del nuovo statuto ridisegna l’identità del Pd, che si definisce come Partito antifascista. Un’identità che potrebbe apparire anacronistica se non fosse per gli attacchi dei dem a Matteo Salvini, visto come il volto della nuova Destra che non disdegna gli estremismi.

Nicola Zingaretti
Roma 28/08/2019 – consultazioni Quirinale / foto Samantha Zucchi/Insidefoto/Image nella foto: Nicola Zingaretti-Paola De Micheli-Paolo Gentiloni-Nicola Zingaretti-Andrea Marcucci -Graziano Delrio

La rivoluzione tecnologica

Seguendo le orme del Movimento 5 Stelle, i dem arrivano su app, dove le persone interessate potranno rimanere aggiornate sulle iniziate e le attività del Partito e potranno commentare e dare suggerimenti.

Parità di diritti tra i generi

La rivoluzione del Pd riguarda anche l’impegno nel rispetto della parità di genere che dovrà interessare anche tutti gli organismi dirigenziali.

Le prime polemiche con il Movimento 5 Stelle del ‘nuovo’ Pd

Il nuovo Pd è già entrato in contrasto con il Movimento 5 Stelle. La questione spinosa riguarda lo Ius Soli. Nicola Zingaretti ha chiesto agli alleati di governo un impegno nel superamento dell’apparato messo in piedi da Matteo Salvini. I pentastellati hanno chiuso la porta, anzi, hanno sbattuto la porta in faccia al Segretario dem evidenziando come il governo al momento abbia questioni ben più urgenti da affrontare e risolvere.

ultimo aggiornamento: 18-11-2019

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