Olimpiadi 2024: l’Ucraina pensa di boicottare

Olimpiadi 2024: l’Ucraina pensa di boicottare

I ministri europei si incontreranno a Londra per discutere se ammettere o meno gli atleti russi sotto il pressing dell’Ucraina.

L’Ucraina aumenta il pressing sull’Europa per non ammettere gli atleti russi e bielorussi alle Olimpiadi di Parigi del 2024. Il prossimo venerdì si riuniranno i ministri dello sport europei a Londra per discutere della questione e se ammettere gli atleti dei due paesi a partecipare ai giochi sotto una bandiera neutrale. Nel frattempo, il Comitato olimpico ucraino sta ancora considerando l’ipotesi di boicottare le Olimpiadi se il Comitato internazionale consentirà questa possibilità.

Oltre all’Ucraina anche altri Paesi, come Estonia, Lettonia, Lituania e Polonia, potrebbero aderire al boicottaggio. “Noi siamo fortemente contrari, finché non finirà la guerra”, ha spiegato Guttsait, ministro dello sport ucraino precisando che il Nocu tornerà a discutere della questione tra due mesi dopo il vertice di Londra.

Olimpiadi

Olimpiadi 2024, Ucraina: “Non accettiamo compromessi”

Per l’Ucraina non si può scendere a patti sulla questione: “Non accettiamo compromessi in questa situazione, quando i nostri ucraini muoiono, quando le nostre donne, i nostri bambini muoiono, quando le nostre città vengono bombardate. 344 impianti sportivi sono già stati distrutti, 220 dei nostri atleti sono già morti. Al momento, non possiamo scendere a compromessi sull’ammissione di atleti russi e bielorussi” ha precisato il ministro.

Zelensky aveva invitato il presidente del Comitato olimpico internazionale Bach a visitare Bachmut ma quest’ultimo si è rifiutato. Il motivo dell’invito era mostrare al presidente del Cio che “la neutralità non esiste”. Ma Bach è stato chiaro nel precisare che non si tratta di atleti russi o bielorussi ma “stiamo parlando di atleti neutrali che rispettano le rigide condizioni che abbiamo stabilito, inclusa l’assenza di identificazione con il loro Paese e Comitato olimpico nazionale e il pieno rispetto delle norme antidoping”.