Omicidio Caccia, ergastolo per Rocco Schirripa: è lui l’esecutore

Dopo oltre 30 anni si dovrebbe essere chiusa l’indagine riguardante l’omicidio del procuratore Bruno Caccia. Condannato all’ergastolo Rocco Schirripa.

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Era la sera del 23 giugno 1983 quando Bruno Caccia fu ucciso da un agguato di mafia mentre portava a passeggio il suo cane a Torino. Visto che era domenica decise di lasciare a riposo la sua scorta tanto che fu molto semplice per la N’drangheta uccidere il procuratore. Negli anni scorsi era stato condannato in via definitiva come mandante Domenico Belfiore, ex capo dell’omonimo clan, mentre oggi è toccato all’esecutore.

Rocco Schirripa condannato all’ergastolo per l’omicidio di Bruno Caccia

Il panettiere di Torino ma di origini calabresi Rocco Schirripa è stato condannato dalla Corte di Assise di Torino all’ergastolo come esecutore dell’omicidio di Bruno Caccia. “Sono un capro espiatorio, la persona perfetta per questa accusa: un calabrese con precedenti con la giustizia. Un terrone. L’ideale per chi vuole a tutti i costi ottenere una condanna ma non ricerca della verità“, questa la sua difesa nell’udienza odierna. Subito dopo la sentenza soddisfatto il pubblico ministero Marcello Tatangelo oltre naturalmente alle figlie e i nipoti del procuratore. I familiari hanno comunque ribadito che la condanna di Schirripa non mette la parola fine alla ricerca della verità di quell’omicidio. Il difensore del panettiere Basilio Foti dice: “Era scontato che sarebbe finita così“.