Omicidio Marzia Capezzuti, le assurde torture: marchiata a fuoco e costretta ad ingoiare sigarette

Omicidio Marzia Capezzuti, le assurde torture: marchiata a fuoco e costretta ad ingoiare sigarette

L’atroce fine di Marzia Capezzuti: inizia il processo a Salerno.

Il 18 aprile diventerà una data chiave per la cittadina di Pontecagnano Faiano, in provincia di Salerno, quando si apriranno le porte della Corte d’Assise per il processo relativo alla morte di Marzia Capezzuti.

La giovane milanese di 28 anni, il cui corpo è stato ritrovato nell’ottobre 2022 in un casolare abbandonato della Piana del Sele, è al centro del processo. Queste vede imputati Barbara Vacchiano, sorella del fidanzato di Marzia, e il marito Damiano Noschese.

Gli addebiti sono gravi: omicidio aggravato, occultamento di cadavere, maltrattamenti in famiglia, sequestro di persona e indebito utilizzo di carta di debito. La coppia è accusata di aver sottoposto Marzia a sevizie e crudeltà, riducendola in uno stato di incapacità di intendere e volere.

Una spirale di violenza e accuse: il caso di Marzia Capezzuti

La storia di Marzia Capezzuti è un intreccio doloroso di amore, violenza e inganno. Nel 2014, Marzia abbandonò la sua famiglia per amore di Alessandro Vacchiano, conosciuto sui social.

Tre anni dopo, la relazione finì, e Marzia si trasferì nella casa di Barbara, sorella del suo ex. Nel febbraio 2022, emerse una denuncia per maltrattamenti nei suoi confronti, segnalando l’inizio di un incubo.

Il tutto, nonostante gli interventi legali, continuò fino al tragico epilogo del 7 marzo, quando Marzia fu vista per l’ultima volta.

Il caso che ha sconvolto Pontecagnano

Gli inquirenti hanno ricostruito gli orrori subiti da Marzia, rivelando dettagli macabri su tre anni di abusi. Tra cui l’essere stata legata, picchiata, marchiata a fuoco e costretta all’ingestione forzata di mozziconi di sigaretta.

Il caso si è complicato ulteriormente con l’emergere di un video, privo di audio ma interpretato da un esperto di lettura labiale, in cui il figlio minore della coppia imputata, all’epoca quindicenne, sembra riferirsi all’omicidio di Marzia.

Il processo vedrà anche il coinvolgimento del figlio maggiorenne della coppia, Vito, e di due conoscenti presenti nella casa la notte della scomparsa di Marzia. Il Comune di Pontecagnano e diverse associazioni contro la violenza di genere si sono costituiti parte civile, sottolineando l’importanza della lotta contro l’abuso e la violenza domestica.

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