Vincenzo Paduano, già condannato in primo grado all’ergastolo per l’assassinio di Sara Di Pietrantonio. La 22enne è stata uccisa dall’ex e poi bruciata il 29 maggio 2016.

ROMA – La Corte d’Appello della Capitale ha emesso la sentenza al termine del processo di 2° grado nei confronti di Vincenzo Paduano, accusato dell’omicidio di Sara Di Pietrantonio. La 22enne, che aveva avuto una relazione con l’ex vigilante, è stata assassinata il 29 maggio e poi data alle fiamme. Al termine dell’Appello i giudici hanno condannato l’imputato a 30 anni di reclusione. In primo grado la condanna era stata all’ergastolo.

processo tributario telematico

Bonus 2022: tutte le agevolazioni, chi può richiederle e come si possono ottenere

Accusa e difesa

Il pm Maria Gabriella Fazi ha dichiarato: “La ragazza è stata bagnata di benzina dalla testa ai piedi. Paduano ha bruciato poi il corpo sulle foglie secche per distruggerlo“. La difesa aveva invece chiesto l’assoluzione di Paduano dai reati di stalking e distruzione di cadavere e il non riconoscimento dell’aggravante della premeditazione. Secondo la difesa, il quantitativo di alcol usato dall’imputato doveva solo servire a danneggiare la vettura della ragazza.

La dichiarazione dell’imputato

Durante il dibattimento, Paduano aveva dichiarato spontaneamente: “Mi vergogno profondamente di quello che ho fatto. Come faccio a chiedere perdono se io stesso non mi perdono? Sarò sempre consapevole di essere l’unica causa di tanto dolore. Mi sono macchiato della peggiore azione che un uomo possa fare e per questo mi definisco un mostro. Vorrei poter dare risposte precise a tutti, anche a me stesso, ma di quella notte non mi rimangono ricordi. Ho spezzato la vita di Sara Di Pietrantonio, ed è una consapevolezza che mi porterò nella vita sempre“.

Riproduzione riservata © 2022 - NM

ultimo aggiornamento: 11-05-2018


Papa Francesco in visita alla tomba di Don Zeno Saltini: “La fraternità è legge”

Doppia sparatoria nel Vibonese, due morti