Omicidio Serena Mollicone, carabinieri e Difesa si costituiranno parte civile

Omicidio Serena Mollicone, carabinieri e Difesa si costituiranno parte civile

Nella vicenda della morte di Serena Mollicone, avvenuta a Arce nel 2001, carabinieri e Difesa hanno annunciato che si costituiranno parte civile.

ROMA – L’Arma dei carabinieri e il ministero della Difesa saranno parte civile nell’eventuale processo sull’omicidio di Serena Mollicone. Lo ha deciso il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Cassino, Domenico Di Croce. La studentessa 18enne di Arce (Frosinone) fu ritrovata morta nei primi giorni di giugno 2001 in un boschetto di Anitrella.

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Processo Mollicone, attesa di due mesi

Bisognerà aspettare almeno altri due mesi per sapere se i cinque indagati saranno rinviati a giudizio con la pesantissima accusa di essere coinvolti nella morte della giovane: su questo aspetto il giudice non ha ancora preso nessuna decisione. A marzo potremmo dunque conoscere il destino processuale del maresciallo Franco Mottola, ex comandante della stazione dei carabinieri di Arce, della moglie Anna Maria, del figlio Marco, del maresciallo Vincenzo Quatrale e dell’appuntato Francesco Suprano. Mottola, i suoi familiari e Quatrale sono accusati di concorso in omicidio. Per Quatrale si ipotizza anche l’istigazione al suicidio del brigadiere Santino Tuzi, mentre l’appuntato Francesco Suprano deve rispondere di favoreggiamento. 

La tesi dell’accusa

Secondo la Procura di Cassino la studentessa morì dopo essere stata spinta contro una porta dentro la caserma dei carabinieri di Arce, forse dopo un litigio con il figlio di Mottola, Marco. La ricostruzione del delitto tratteggiata dalla perizia medico-legale indicò una compatibilità tra lo sfondamento della porta dell’alloggio della caserma dei carabinieri di Arce e la frattura cranica riportata dalla 18enne. 

ultimo aggiornamento: 16-01-2020

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