Svolta nelle indagini riguardante l’omicidio di Soumayla Sacko. Gli inquirenti hanno iscritto nel registro degli indagati il nipote di uno dei soci della Fornace.

VIBO VALENTIA – Le indagini riguardanti l’omicidio di Soumayla Sacko, il maliano ucciso in Calabria il 2 giugno, hanno avuto una svolta. Gli inquirenti hanno iscritto nel registro degli indagati il nipote di uno dei soci della società proprietaria dell’ex Fornace, luogo dove è stato ucciso il migrante.

Secondo quanto raccolto dagli inquirenti, il presunto omicida non dovrebbe avere legame con la ‘ndrangheta ma la sparatoria sarebbe avvenuta per alcune incomprensioni dovute a questione di confini o proprietà.

Alla consegna della notifica – fanno sapere i Carabinieri – l’uomo non ha reagito. Nelle prossime ore dovrebbe essere effettuata l’autopsia sul corpo di Soumalya per capire le reali cause della morte. L’indagato a breve sarà sottoposto alla prova dello stub. Attraverso questo esame si potrà individuare la presenza di residui da sparo su mano e vestiti.

Le indagini degli inquirenti non si fermano. I militari sono al lavoro per cercare di trovare l’arma del delitto, che ancora risulta dispersa.

Carabinieri
Carabinieri (fonte foto https://twitter.com/MediasetTgcom24)

Omicidio Soumayla Sacko, il ricordo del premier Conte

Il ricordo di Soumayla Sacko è arrivato anche in aula del Senato durante il voto di fiducia. Il premier Giuseppe Conte ha espresso la sua ferma condanna per l’uccisione del maliano. Alle parole del presidente del Consiglio, è seguita una standing ovation da parte di maggioranza e opposizione.

Il numero uno di Palazzo Chigi ha voluto ricordare nel suo intervento come Soumalya era un immigrato regolare in Italia ed ha fatto le condoglianze alla famiglia.

Di seguito il video con il ricordo del premier Conte in Senato

fonte foto copertina https://www.facebook.com/carabinieri.it/


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