Omicidio a Novara: spara alla moglie e al cagnolino, poi si suicida

Omicidio a Novara: spara alla moglie e al cagnolino, poi si suicida

Si tratterebbe di un caso di omicidio suicidio. Secondo le testimonianze degli amici, i due “erano una coppia serena, legata al loro cane”.

Tragedia a Novara, dove un uomo ha ucciso sua moglie ed il loro cagnolino utilizzando un fucile. Dopo, si è rivolto l’arma contro e si è suicidato. La vittima della vicenda è Rossella, di 65 anni, sposata con Pietro Rovelli, pensionato di 66. Si tratta dell’ennesimo caso di femminicidio a distanza di soli due mesi e mezzo dall’inizio del 2023. L’assassinio è avvenuto con dinamica omicidio suicidio.

Chi conosceva i due coniugi, li definiva come “una coppia serena”. Nonostante ciò, dietro le mura della loro abitazione si è consumato un terribile omicidio conclusosi con il suicidio dell’assassino.

Omicidio

La vicenda è accaduta a Novara, più precisamente a Lumellogno, in provincia di Novara. Gli amici della coppia hanno anche riferito che i due erano molto legati alla loro cagnolina. Anche per questo non si capisce per quale motivo Pietro Rivelli abbia ucciso il loro animaletto.

Prima l’uomo avrebbe ucciso sua moglie Rossella con un fucile, dopo imbracciando l’arma ha sparato contro il loro cagnolino. Infine si è rivolto il fucile contro, per poi fare fuoco. Secondo gli inquirenti che si stanno occupando del caso accaduto ieri, 8 marzo, si tratterebbe di un omicidio suicidio.

Pietro Rivelli era pensionato. Per diverso tempo aveva lavorato come portinaio e successivamente come infermiere all’ospedale Maggiore. Sua moglie invece, Rossella Maggi, era una casalinga. Entrambi i corpi dei due coniugi sono stati rinvenuti all’interno della loro abitazione in via Bonfantini. Il corpo di lei si trovava sdraiato nella loro camera da letto. Gli inquirenti hanno trovato i corpo di lui in un’latra stanza.

L’allarme lanciato dai figli

A lanciare l’allarme sono stati i figli della coppia, che da diverso tempo non riuscivano a mettersi in contatto con i loro genitori. In seguito ad un’indagine preliminare, è emerso che la porta d’ingresso dell’abitazione fosse chiusa dall’interno e non presentasse alcun segno di effrazione.

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